Sant’Elia a Pianisi (CB), verso la beatificazione del Venerabile Padre Raffaele, maestro di San Pio da Pietrelcina
Maria Saveria Reale
Un indissolubile legame unisce San Pio da Pietrelcina al suo maestro di vita spirituale, Padre Raffaele Petruccelli da Sant’Elia a Pianisi, noto a tutti come il Monaco Santo.
Un vincolo che ha orientato l’esistenza terrena del Santo delle Stimmate, Pur non avendolo conosciuto in vita, Padre Pio, ispirò il suo cammino spirituale alla figura di Padre Raffaele, affascinato dall’esemplarità e dalla coerenza della sua vocazione, dall’eroismo
delle sue virtù cristiane, dal coraggio del suo ministero pastorale, soprattutto a servizio dei moribondi, sofferenti e carcerati.
Fu proprio durante la permanenza nel Convento di Sant’Elia a Pianisi – vi entrò nel 1904 e vi restò fino al 1907 per completare gli studi ginnasiali di filosofia – che Padre Pio ebbe modo di approfondire la conoscenza di Padre Raffaele che si era spento in quel luogo sacro il 6 gennaio 1901.
Visitando il Convento di Sant’Elia a Pianisi, si avverte la stretta relazione tra questi due pilastri di santità che hanno lasciato vivo il ricordo della loro permanenza, attraverso le angustie celle, cimeli, parati, cilici e discipline, indumenti custoditi nei musei a loro intitolati.
Tra gli undici Conventi che hanno ospitato in vita Padre Pio – tra il Molise, la Puglia e la Campania – quello di Sant’Elia a Pianisi, dopo San Giovanni Rotondo, è il luogo in cui il santo ha trascorso il periodo più lungo della sua esistenza.

Il Convento di Sant’Elia a Pianisi, è una tappa fondamentale nella sua vita monastica. Nel 1907 vi emise la sua professione dei voti perpetui, scritta di suo pugno il 27 gennaio, legandosi così per sempre all’ordine dei frati Cappuccini con l’impegno di osservare la Regola del Serafico San Francesco d’Assisi. Qui le prime apparizioni celestiali e diaboliche; la prima bilocazione che lo portò in un palazzo signorile di Udine dove, mentre nasceva una bimba, il padre moriva.
A Sant’Elia a Pianisi approfondì la conoscenza di Padre Raffaele che si era spento in quel convento il 6 gennaio 1903.
Il Monaco Santo, era conosciuto in tutta la Provincia Monastica anche per aver lasciato – in tempi di disgregazione e di lotte fratricide – un segno indelebile della sua esemplarità ed operosità nel periodo segnato dalla soppressione degli ordini religiosi, dal conflitto tra la Chiesa e lo Stato, dal frastuono e dal clamore di conflitti sociali e civili violenti e drammatici.
Per lunghi 20 anni, Padre Raffaele continuò ad osservare la regola francescana, indossando il saio ed a vivere nel Convento di Sant’Elia a Pianisi, anche se esso era stato affittato ad una famiglia napoletana che lo adibì a mulino e a deposito. Nonostante tutto, il Monaco Santo proseguì – non senza sacrifici – il suo ministero, continuò ad assistere ammalati e bisognosi.
Nel 1956, Padre Pio, lasciò una testimonianza scritta sul registro dei visitatori della cella del Monaco Santo nel Convento di Sant’Elia a Pianisi: “O anima candida ed eletta di Padre Raffaele, io non sono stato degno di far parte di coloro che ti hanno conosciuto nel tuo pellegrinaggio terreno, ma ringrazio Iddio, che mi ti ha fatto conoscere al profumo delle tue virtù. La tua vita mi rapisce la mente ed il cuore, e piaccia a Dio di poterti, anche in minima parte, imitare. Ora che tu godi la visione di Dio, prega per me, per la Provincia Monastica, affinché lo spirito tuo e quello del Serafico Padre risplendano sempre più nei singoli suoi figli”.
Nella consapevolezza dell’inestimabile valore di questo patrimonio di spiritualità da custodire gelosamente, la comunità santeliana e i fervidi devoti provenienti da tutta Italia hanno partecipato con commozione alla giornata celebrativa del 26 aprile, in occasione del 90° anniversario della traslazione del teschio del Venerabile Padre Raffaele – dal cimitero alla chiesa del Convento – avvenuta nel 1936.

Nella chiesa del Convento di Sant’Elia a Pianisi, l’Arcivescovo di Campobasso – Boiano, Mons. Biagio Colaianni, ha presieduto la celebrazione eucaristica, ricordando la figura del Monaco Santo.
Nel pomeriggio del 26 aprile, alle ore 16,00 in Via Giudice Caracciolo, nei pressi di Piazza Municipio, è stata inaugurata Anima Eletta”, l’interessante mostra, promossa dalla Postulazione della causa di beatificazione di Padre Raffaele e curata da Maurizio Mastrovita. Un excursus storico che ha ricostruito, attraverso documenti e fotografie, le varie fasi che hanno portato alla traslazione del 1936.
Con l’epiteto “Anima Eletta” San Pio ha definito in modo inconfutabile il valore della figura del Venerabile Padre Raffaele. L’esposizione sarà visitabile fino agli ultimi giorni di agosto.
Chi è Padre Raffaele, il Monaco Santo
Nato il 14 dicembre 1816 a Sant’Elia a Pianisi, il Servo di Dio, Venerabile Padre Raffaele, al secolo Domenico Petruccelli, frate minore cappuccino morto in concetto di santità nel suo paese natio il 6 gennaio 1901, fu eletto “Santo” dal popolo santeliano e dai devoti dei comuni limitrofi, come pure da tutte le popolazioni dei luoghi in cui aveva operato e svolto il suo ministero sacerdotale (Campobasso, Agnone, Morcone, Serracapriola, Larino, Bovino, Benevento, Trivento, Torremaggiore) tanto da essere denominato “Il Monaco Santo”. Proprio in virtù dell’ammirazione e della devozione che i santeliani e gli abitanti dei paesi vicini hanno continuato a manifestare anche dopo la morte del Padre Raffaele, il 26 aprile 1936, i suoi resti mortali furono traslati dal locale cimitero comunale alla chiesa del Convento “San Francesco” dei Frati Minori Cappuccini.
Durante il periodo della soppressione (1866 – 1886) proprio per il suo grande carisma gli fu concesso di dimorare nel Convento di S. Elia a Pianisi dove, per ben 20 anni è stato custode della sacralità della chiesa e nello stesso tempo è stato figura di riferimento per tutto il popolo e le autorità. Per celebrare degnamente il cinquantesimo anniversario della sua morte, nel 1951 la cittadinanza ha eretto in suo onore un simulacro marmoreo proprio davanti al Convento e alla sommità della via Crucis. I santeliani ininterrottamente hanno continuato a nutrire un forte sentimento di devozione a Padre Raffaele, intitolandogli la strada che dal Corso Umberto I porta al Convento dei frati minori cappuccini e in tempi più recenti gli hanno intitolato anche la Scuola Media Statale; anche diverse associazioni di carattere culturale, sociale, sportivo portano il nome di Padre Raffaele, proprio in virtù della particolare devozione di cui il “Monaco Santo” gode presso il popolo di Sant’Elia a Pianisi.
Tante le iniziative svolte dal 14 dicembre 2016 al 30 aprile 2017 per celebrare il bicentenario della nascita del Servo di Dio Padre Raffaele Petruccelli da Sant’Elia a Pianisi e l’80° della traslazione dei suoi resti mortali dal cimitero comunale alla chiesa di San Francesco dei Frati Cappuccini.
Grandi i festeggiamenti nel settembre del 2019 per la proclamazione del decreto di Venerabilità dell’amato Cappuccino Padre Raffaele, che i santeliani continuano a venerare con profonda fede, fiduciosi che il processo di canonizzazione avrà seguito.
