RIVOLUZIONE O EVOLUZIONE? Cosa è successo alla Cucina Tradizionale?
Riccardo Marcialis RIVOLUZIONE O EVOLUZIONE? Cosa è successo alla Cucina Tradizionale? Quella storica.
La differenza tra rivoluzione ed evoluzione è fondamentale per comprendere i cambiamenti nei sistemi sociali, politici, scientifici, culturali e, nel nostro caso, in quello dei cuochi e ristoratori. Prendiamo l’esempio da un probabile progetto Gastronomico.
Qualcuno che se ne prende la briga e pensa sia bene rivoluzionare una ricetta, un metodo, un concetto o altri che “innocentemente” sino a oggi sono sempre stati considerati far parte della Tradizione, ovvero, di quel concetto che si riferisce alle pratiche, alle credenze, ai valori e ai costumi che vengono tramandati da una generazione all’altra all’interno di una comunità o società.

Un patrimonio alla portata di tutti i quali pensano o desiderano servirsene. Intendo i Cuochi.
A questa povera ricetta o metodo o concetto, vengono asportate gran parte delle loro storiche peculiarità pensandola “Rivoluzionata”. Ma cosa è rimasto di questa storia. Ma questa ricetta cosa ne pensa o come si sente? Forse come un’appartenente alla comunità transgender.
La tattica della Rivoluzione, è una Strategia adottata dai politici, in quei casi in cui dimostrano incompetenza e incapacità di continuare, in modo costruttivo e rispettoso, il buon lavoro di coloro che li hanno preceduti.
Infatti la Rivoluzione significa ricostruire, apportare un cambiamento rapido e radicale. Una rivoluzione implica un cambiamento significativo e repentino in un breve periodo di tempo, a volte non comprensibile e adottabile, specialmente quando proviene da una persona unica, esempio, quello che hanno detto e fatto alcuni cuochi, criticando e condannando una ricetta, un metodo, un concetto o altri che “innocentemente” sino a oggi sono sempre stati considerati validi.
Il pericolo della rivoluzione è che porta a trasformazioni mirate a trasformare le strutture fondamentali di una ricetta, un metodo, un concetto o altri che “innocentemente” sino ad oggi hanno sempre funzionato bene. Una rivoluzione presenta spesso forti contestazioni che crea violenza. Non sono un “dadaista” né tanto meno un “iconoclasta” e non ce l’ho nemmeno con il concetto della Rivoluzione ma desideravo portare l’attenzione dei colleghi Cuochi che amano o desiderano migliorare una ricetta, un metodo, un concetto o altri, che preferiscono la strada dell’Evoluzione.
L’Evoluzione di un progetto proprio o di altri, consiste nell’apportare e non trasformare, delle migliorie ragionevoli a una ricetta, un metodo, un concetto o altri. Infatti i grandi Designer hanno applicato a un precedente progetto, proprio o di altri apportando cambiamenti graduali e continui.

La “Legge” dell’Evoluzione implica un cambiamento lento e progressivo nel tempo. L’evoluzione si concentra sull’adattamento e sul miglioramento delle strutture esistenti, piuttosto che sulla loro sostituzione radicale. Potremmo considerare l’Evoluzione come processo naturale che può essere guidato da fattori di selezione naturale, l’innovazione tecnologica o i cambiamenti sociali e culturali. In sintesi, la Rivoluzione presenta cambiamenti rapidi e radicali che trasformano le strutture fondamentali di un qualcosa. Mentre l’Evoluzione è un processo graduale e continuo di adattamento e miglioramento. Tornando alla nostra Ricetta, appartenente alla storia che generosamente ce l’ha custodita per poterla evolvere, se lo crediamo sinceramente.

Perché tutto questo discorso? Alcuni cuochi si sono attribuiti o preteso ciò che non era loro dovuto in merito a cose non loro. Un grande Cuoco spagnolo, si è dato o gli hanno attribuito l’invenzione della “Bassa temperatura a lunga cottura”. Quando ho percepito questa informazione su di lui mi è venuta a memoria la mia cara bisnonna davanti al camino, più alto di lei. Io le chiesi Nonna, ma perché non allunghi la catena per avvicinare il pentolone alla fiamma?” Lei rispose dolcemente: “Amore; la pentola non deve essere lambita dalla fiamma, perché gli ingredienti devono cuocere a basso calore ma per molto tempo affinché essi possano esprimere tutto il loro sapore”.
Allora, dato che sembra non si sia spiegato bene il concetto di Cucina della Tradizione, che quel grande e famoso Cuoco spagnolo ha affermato essere un’invenzione dell’altro secolo, oso dire, con tutto il coraggio che possiedo, che la Cucina Tradizionale o Domestica o Rurale è la Mamma di molte grandi cucine mondiali. Non è la cucina della radio, della televisione o dei social, è la Grande Cucina del Cuore, e noi Cuochi italiani di cuore ne abbiamo da regalare. Quindi andiamo avanti.
Le ricette sono di Gaetano Alia tratte da “Le ricette del sole”
