Pomigliano (Na), la voce di Yasmin: un libro per non voltarsi dall’altra parte
Di Mario Conforto
Sabato 21 febbraio, alle ore 10.30, nella cornice della Biblioteca comunale di Pomigliano d’Arco, in Corso Umberto 66, la parola scritta si farà testimonianza civile. L’iniziativa, promossa dall’associazione Città Aperta insieme alla Libreria La Scala dei Sogni, porterà in città l’autrice Souzan Fatayer per presentare il romanzo ‘La collana di Yasmin’, un’opera che intreccia memoria personale e storia collettiva, tra Mediterraneo e diaspora.
L’appuntamento nasce da un’urgenza che è insieme culturale e morale: continuare a parlare di Palestina senza cedere all’assuefazione, coltivando l’ascolto come forma di responsabilità pubblica. Nel libro, la vicenda della piccola Yāsmīn diventa emblema di una condizione esistenziale sospesa fra radici e lontananza, tra Nablus e Napoli, in un dialogo che travalica i confini geografici per farsi riflessione universale su identità, esilio e dignità.
La scrittura di Fatayer, nitida e sorvegliata, si nutre di immagini, proverbi e frammenti di vita che restituiscono al lettore la densità di un vissuto spesso ridotto a cronaca. Ne emerge una narrazione capace di trasformare il dolore in racconto condiviso, la perdita in coscienza critica. ‘La collana di Yasmin’ non è soltanto un romanzo: è un atto di resistenza culturale, un invito a non restare indifferenti.
A introdurre l’incontro sarà Tommaso Sodano, presidente dell’Associazione Città Aperta, mentre i saluti istituzionali saranno affidati a Francesco Cristiano, alla guida della Fondazione Officina delle culture. Interverranno, inoltre, Pasquale Testa, direttore di Iod Edizioni; Angelica Romano dell’associazione Un Ponte Per; Raffaele Porta, docente dell’Università degli studi di Napoli Federico II ed ex assessore del Comune partenopeo; e Ghassan Abu Ghanem, studente di Medicina all’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, attivista e scrittore.
Sarà un dialogo corale, in cui la dimensione letteraria si intreccerà con l’impegno sociale. La presenza dell’autrice, anche quale rappresentante della comunità palestinese, conferirà all’incontro un valore che supera la presentazione editoriale per farsi occasione di confronto.
In un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni, la cultura torna così a esercitare la sua funzione più alta: illuminare le coscienze, creare ponti, restituire alla parola il suo peso specifico. Pomigliano d’Arco si prepara ad accogliere una mattinata in cui la letteratura diventa spazio di ascolto, consapevolezza e umanità condivisa.
