Settima edizione di wakeup a Lavis (TN).Da sinistra Giulia Mirandola, Marco Brunazzo, Mattia Frizzera ed Emanuela Rossini

Per la settima edizione di wakeup a Lavis a nord di Trento oltre a due incontri sui temi dell’attualità europea è stata proposta anche la mostra pioniere, le donne che hanno fatto l’Europa, curata da Giulia Mirandola. Una mostra che fa il bis con libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione italiana.
Il 9 maggio 2026, festa dell’Europa a 76 anni dalla dichiarazione Schuman, al parco urbano di Lavis sono intervenuti Emanuela Rossini, ex deputata e Marco Brunazzo, professore di scienze politiche che attualmente presiede la facoltà di sociologia a Trento.
Rossini inizia guardando agli 800 miliardi del Piano Rearm Europe ed alla scelta nel 2024 di nominare un commissario alla difesa e allo spazio. “Si riporta un po’ agli anni cinquanta, quando c’era un’idea di solidarietà e collaborazione dei sistemi di difesa. Ci sarà il vantaggio di poter fare appalti comuni e coordinarci, il rischio è di rimanere impreparati rispetto ad altri paesi”. La protezione non è solo in materia di difesa armata, ma anche per la cyber sicurezza. “Nel 2022 per esempio ci fu un attacco hacker ad un grosso ospedale nazionale, rischiamo il blocco di trasporti e servizi essenziali. Attenzione ai servizi idrici che sono fra le risorse più attaccabili”.

Brunazzo ha ricordato che i ragionamenti sulla politica di difesa hanno significato rispolverare progetti. “Da un mondo bipolare che con la caduta del muro a Berlino sembrava aver avuto la sua fine si è arrivati in un mondo multipolare molto disordinato”.
Sullo strumento di difesa Safe Brunazzo interroga sulla legittimità democratica, visto che non c’è stata discussione in Parlamento ma il consiglio ha preso una decisione autonoma. “Ci sono inoltre dei costi legati a non avere una difesa Europea, come per il fatto ad esempio che gli Stati Uniti abbiano un solo carro armato mentre nell’Unione Europea ce ne siano quattro. Prima di sette-8 anni non avremo comunque la capacità nell’ambito della difesa”.
In questi ultimi anni c’è stata una grande critica dell’Unione Europea, ma “non ci si sarebbe aspettati di avere un riavvicinamento così rapido alla Gran Bretagna”.
Rossini conclude ricordando come in questo momento si stia cercando di ricostruire la democrazia partendo dalle aree rurali, come è accaduto recentemente in Ungheria e sottolinea “il rischio globale della disinformazione, che mina l’instabilità politica”.
