Immacolata Capasso, Napoli a Palazzo San Giacomo, parlare ai ragazzi di salute

Di Mario Conforto
Napoli, Sala Pignatiello – Parlare di salute e di vita con i giovani, senza paternalismi, ma con la forza dell’ascolto e dell’esperienza. È questo l’obiettivo di ‘… E se parlassimo un po’, ragazzi?’, il nuovo saggio di Immacolata Capasso, medico e già direttrice dell’Unità di Senologia Preventiva dell’Istituto Tumori “Pascale” di Napoli, presentato oggi pomeriggio nel cuore del Palazzo San Giacomo.
L’incontro, promosso dal Comune di Napoli insieme all’Ufficio Scolastico Regionale e alla Curia di Napoli, ha visto la partecipazione del sindaco e degli assessori alla Salute, al Verde, all’Istruzione e alle Famiglie, che hanno condiviso con l’autrice riflessioni su un tema spesso trascurato: la capacità degli adulti di dialogare davvero con le nuove generazioni.
«Questo libro – ha osservato il sindaco – affronta una delle sfide più grandi del nostro tempo: riuscire a capire i ragazzi, il loro linguaggio, le loro paure. In un mondo iperconnesso ma povero di relazioni autentiche, aprire spazi di ascolto e di confronto è il primo passo per combattere il malessere sociale».
Con uno stile limpido e accessibile, Capasso riesce a intrecciare rigore scientifico ed empatia, trasformando la scienza medica in una conversazione intima, quasi confidenziale. L’autrice, anche giornalista pubblicista, raccoglie anni di incontri nelle scuole e di domande poste dagli studenti: curiosità, timori e dubbi che spesso non trovano spazio né in famiglia né sui banchi di scuola.
«Durante la mia attività al Pascale – ha ricordato la dottoressa – i ragazzi mi chiedevano di parlare non solo di tumori, ma della loro salute in senso più ampio. Ho deciso allora di scrivere questo libro per rispondere a quelle voci, con sincerità e rispetto».
Entusiasta l’assessora all’Istruzione, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «Il testo affronta argomenti che i giovani incontrano quotidianamente online, ma senza un filtro scientifico. La Capasso offre loro competenza e umanità, restituendo fiducia nella conoscenza e nel confronto».
Anche l’assessore alla Salute, farmacista e presidente dell’Ordine provinciale, ha ricordato come «la farmacia di prossimità possa diventare un presidio di educazione sanitaria, un punto di riferimento per le famiglie su temi come quelli trattati nel volume».
Il libro, pubblicato da Guida Editori, sarà distribuito gratuitamente nelle scuole della città, grazie a un accordo istituzionale che mira a rendere la cultura della prevenzione e del benessere un patrimonio condiviso.
In un’epoca in cui i ragazzi trovano risposte rapide ma spesso superficiali sul web, ‘… E se parlassimo un po’, ragazzi?’ diventa un invito a riscoprire il valore della parola, dell’incontro e del dialogo autentico tra generazioni. Un libro che non impartisce lezioni, ma tende la mano, ricordando che educare significa prima di tutto ascoltare.
