Otto voci per raccontare il presente: a Napoli la finale del Premio «Serra-Campi Flegrei»
Di Mario Conforto
NAPOLI – Lunedì 6 ottobre, alle ore 21.00, il Teatro Serra di Fuorigrotta aprirà il sipario sulla quinta edizione del Premio «Serra-Campi Flegrei», rassegna patrocinata dal Comune di Napoli e ormai riconosciuta come un osservatorio privilegiato della nuova drammaturgia italiana. In via Diocleziano 316, il pubblico potrà assistere alla serata conclusiva di un concorso che mette al centro il monologo teatrale, forma essenziale e intima capace di trasformarsi in specchio delle contraddizioni del nostro tempo.
Al concorso si sfideranno otto artisti provenienti da diverse città, divisi nelle sezioni «Attori» e «Autori». Una giuria onoraria, composta da critici, studiosi e giornalisti, decreterà i vincitori assegnando un premio di 500 euro per ciascuna categoria e un riconoscimento speciale che garantisce l’inserimento nel cartellone del Centro Culturale Artemia di Roma.
I temi in gara sono molteplici e di forte attualità: dai legami familiari alla malattia, dall’emancipazione femminile alla questione palestinese, fino all’ironia sulla precarietà esistenziale e alla denuncia di una società sempre più smaterializzata.
Sul palcoscenico, per la sezione «Attori», saliranno Carolina Infante con un estratto da Anna Cappelli di Annibale Ruccello, Stefania Palumbo con Andrà tutto bene, testo di Emanuela Fanelli e Micol Pavoncello, e Tonya Porzio con Margherita, storia di violenza e rinascita firmata da Maria Porzio.
Per la sezione «Autori» saranno presentati Questo muro è costruito sul mio cuore di Valentina Fantasia, che narra la vita quotidiana dei palestinesi in Cisgiordania, e Mama coca di Carlotta Carpentieri, una tragicommedia sul mondo digitale e alienato. In scena anche tre interpreti-drammaturghi: Solène Bresciani con Confessioni sospese, viaggio poetico sulle tracce di Alfonsina Storni, Myiriam Nissim con Open windows, commedia nera che affronta una scelta estrema, e Andrea Taronna con Ranocchio, confessione ironica e autobiografica su amore e insicurezze.
«Il teatro è un’esperienza quotidiana, condivisa, necessaria, radicata in un tempo e in un territorio e al contempo capace di guardare oltre i confini» dichiarano i direttori artistici Pietro Tammaro e Mauro Palumbo, sottolineando come la selezione di quest’anno confermi «l’urgenza degli artisti di scandagliare il presente per superarne le contraddizioni».
Il Premio «Serra-Campi Flegrei», nato con l’intento di promuovere la scrittura scenica contemporanea, ribadisce così il ruolo del Teatro Serra quale laboratorio creativo e spazio di confronto per le nuove generazioni di autori e interpreti.
