Omaggio a Gian Maria Volonté con la proiezione del film "Il terrorista" di Gianfranco De Bosio

Il 6 dicembre 194 moriva prematuramente Gian Maria Volonté, sul set del film Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos. Aveva 61 anni ed era stato interprete di personaggi indimenticabili: il commissario di pubblica sicurezza in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e “Lulù” Massa in La classe operaia va in paradiso, entrambi di Elio Petri; Bartolomeo Vanzetti in Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo; Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi; il giudice Vito Di Francesco in Porte aperte di Gianni Amelio, per citarne solo alcuni dei suoi ruoli più importanti. Un attore che nella sua storia umana e professionale ha unito alla straordinaria capacità interpretativa una lucida consapevolezza delle proprie scelte artistiche, culturali e politiche.
In occasione della ricorrenza della sua scomparsa, la Scuola Volonté propone un omaggio al grande attore con la presentazione e proiezione del film recentemente restaurato Il terrorista di Gianfranco de Bosio, sabato 6 dicembre 2025, alle ore 18, presso lo Spazio SCENA della Regione Lazio a Trastevere. All’appuntamento parteciperanno Stefano de Bosio, figlio del regista e segretario del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita del Maestro Gianfranco de Bosio, Patricia Barsanti, presidente di Cinématographique Lyre, che ha contribuito al restauro del film, Giovanna Gravina Volonté, direttrice artistica della manifestazione “La valigia dell’attore”, dedicata a Volonté. Interverranno per i saluti istituzionali Lorenza Lei, AD di Roma Lazio Film Commission, e Massimiliano Smeriglio, Assessore alla cultura di Roma Capitale. Dopo la proiezione del film, il pubblico potrà approfondire l’opera confrontandosi con gli ospiti dell’iniziativa. L’ingresso è gratuito.
Un capolavoro nella retrospettiva storica
Il terrorista (1963) è il film d’esordio di Gianfranco De Bosio. Ambientato a Venezia nell’inverno del 1943, agli inizi della Resistenza armata, porta sullo schermo la figura di Renato Braschi, interpretato da Gian Maria Volonté, un gappista che non intende dare tregua ai nazifascisti, anche con azioni di guerra, suscitando un confronto teso tra le diverse componenti del Comitato di Liberazione Nazionale. Il protagonista dell’opera, ambientata a Venezia nell’inverno del 1943, è ispirato alla figura di Otello Pighin (medaglia d’oro della Resistenza, nome di battaglia “Renato”), che De Bosio aveva conosciuto durante la sua esperienza partigiana. Un’esperienza che consente al regista di raccontare con rigore la dialettica interna alla lotta partigiana, non solo sul piano militare, ma anche su quello politico, e di collegare quest’ultimo ai temi che si ponevano all’inizio degli anni Sessanta, quando il film fu realizzato. Tra gli interpreti, anche Philippe Leroy, Anouk Aimée e Raffaella Carrà.
Nato a Verona nel 1924, Gianfranco De Bosio ha preso parte attiva alla Resistenza ed è stato membro del CLN. La sua attività professionale si è svolta soprattutto in ambito teatrale: ha fondato il teatro dell’Università di Padova ed ha legato il proprio nome alla riscoperta di Ruzante. A De Bosio va riconosciuto anche il merito di aver portato in Italia le prime regie brechtiane nel dopoguerra. Ha diretto compagnie e teatri stabili (quello di Torino dal 1957 al 1968) ed enti lirici (l’Arena di Verona). In ambito cinematografico, ha firmato la regia de Il terrorista (1963), La Betìa (1971) e della miniserie TV Mosè (1976). È morto a Milano nel 2022.
