Napoli il ritorno del mito plebeo: un omaggio collettivo a Diego

Di Mario Conforto
Nel tardo pomeriggio di domani, venerdì 28 novembre, quando Napoli s’appresta a ricordare i cinque anni trascorsi dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, lo spazio comunitario dello Scugnizzo Liberato, in Salita Pontecorvo, accoglierà alle ore 18 la presentazione del volume ‘Maradona, un mito plebeo’. Una cornice scelta non per caso: un luogo rigenerato dal basso, attraversato dalla vitalità giovanile e dalla creatività popolare, che restituisce il senso più profondo della figura del Pibe de Oro, radicata da sempre nei quartieri e nelle coscienze della città.
Il libro — una tessitura di interventi politici, testimonianze affettive e riflessioni culturali — sarà illustrato da Alberto Bile Spadaccini, traduttore dell’edizione italiana, insieme alla coautrice Francesca De Rosa, che ne ha curato il raccordo narrativo e concettuale. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con lo Spartak San Gennaro, società sportiva e laboratorio sociale tra i più attivi nell’area metropolitana, si propone come un momento di confronto partecipato e, al tempo stesso, un rito civile di memoria condivisa.
In una città che continua a custodire il mito di Diego come una sorta di patrimonio spirituale e identitario, l’incontro offrirà l’occasione per indagare il senso autentico di un mito popolare, lontano dalle costruzioni retoriche e più vicino alla concretezza dei vissuti quotidiani. Il volume, infatti, non intende ridurre Maradona a reliquia né consegnarlo a un altare laico; ne mette piuttosto in luce la grandezza umana, fatta di slanci e fragilità, di genialità sportiva e vulnerabilità personale, cogliendo in questa complessità la ragione stessa della sua adesione profonda alle classi popolari.
Nel dialogo con i curatori emergerà così il ritratto di un uomo che ha incarnato, come pochi altri, l’idea di riscatto possibile: un simbolo capace di attraversare i confini del calcio per diventare linguaggio, appartenenza, persino consolazione collettiva.
L’appuntamento di domani non sarà dunque soltanto la presentazione di un volume, ma un rito di comunità, nel quale la città ripensa se stessa attraverso la parabola, luminosa e tormentata, del suo campione eterno.
