Napoli, un ponte di suoni e culture: il volume che racconta i 30 anni del Festival Ethnos

Di Mario Conforto
Nel cuore pulsante di Napoli, in una sera di fine gennaio, si dà appuntamento chi governa e chi vive la cultura della città per celebrare un traguardo che intreccia musica, visioni e dialoghi interculturali. Giovedì 29 gennaio alle ore 18:00, nella storica sala conferenze di Palazzo Cavalcanti – Casa della Cultura del Comune di Napoli in Via Toledo 348, sarà presentato il volume commemorativo Ethnos. 30 anni di Visioni, Suoni e Culture, un progetto editoriale che ripercorre, in forma narrativa e documentale, tre decenni di un festival divenuto punto di riferimento della world music e della scena culturale napoletana e vesuviana.
Prima ancora di aprire le sue pagine, il libro si propone come una mappa di esperienze: un archivio di incontri e di prospettive, un ponte tra la tradizione e l’innovazione, un racconto che supera l’idea di mera cronaca per farsi strumento di riflessione sul ruolo sociale e simbolico della musica nel tempo presente. Questo festival, nato nel 1995 con l’intento di valorizzare le tradizioni dell’area vesuviana e di portare in Italia i linguaggi sonori più lontani, ha raccolto lungo il suo cammino espressioni artistiche da ogni continente, tessendo una trama di resistenza culturale, diversità, territorio, comunità e generazioni, i cinque grandi temi che segnano la narrazione del volume.
Curato da Gigi Di Luca e Pino Miraglia, l’opera, sostenuta da La Bazzarra con il contributo del Comune di Napoli, non è solo una celebrazione ma un’occasione per guardare avanti: racconta le scelte estetiche e politiche di un festival che, pur nel mutare dei tempi e delle mode, ha mantenuto un’identità coerente, ponendosi come luogo di incontro autentico tra popoli e linguaggi.

La presentazione sarà un dialogo aperto sulle molteplici valenze della musica come agente di integrazione sociale e crescita collettiva. Interverranno gli autori del volume, lo stesso direttore artistico del festival Gigi Di Luca e il fotografo e co-curatore Pino Miraglia, insieme a Ciro De Rosa, direttore responsabile di Blog Foolk Magazine, testimone dell’evoluzione della world music in Italia. La chiusura dei lavori sarà affidata a Ferdinando Tozzi, consigliere del sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo, proponendo una riflessione istituzionale sull’importanza di iniziative come Ethnos nel quadro di «Napoli Città della Musica».
Nel definire il Festival come «un’esperienza più che un ascolto», Di Luca restituisce l’essenza di un percorso che ha saputo creare comunità e intrecciare storie, trasformando luoghi – ville storiche, musei, spazi urbani – in palcoscenici di un dialogo possibile tra mondi diversi. E questo volume, atteso dagli appassionati e dagli studiosi, promette di essere non solo memoria, ma stimolo per chi guarda alla cultura come a una forza viva e proiettata nel futuro.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
