Napoli si racconta in una lettera: torna il Premio ‘Lettera d’amore’ e celebra il centenario azzurro
Di Mario Conforto
C’è un momento, tra l’inizio della primavera e il primo sole d’agosto, in cui Napoli diventa pagina, inchiostro, dichiarazione. Dal 1° marzo al 20 maggio 2026 chiunque potrà affidare alla forma epistolare il proprio sentimento per la città e, novità di quest’anno, per la sua squadra di calcio, partecipando alla seconda edizione del Premio ‘Lettera d’amore a Napoli’, promosso dalla Libreria IoCiSto insieme ad AbruzziAMOci, con il sostegno dell’assessorato al Turismo e alle attività produttive del Comune di Napoli.
Dopo il riscontro sorprendente della prima edizione – oltre cento elaborati giunti non soltanto dall’Italia ma anche da diversi Paesi europei – l’iniziativa torna ad animare il panorama culturale partenopeo con un’idea tanto semplice quanto potente: scrivere una lettera d’amore. Non un componimento generico, bensì un testo capace di trasformare la memoria individuale in racconto condiviso, di intrecciare biografia e identità collettiva.
Accanto alla sezione tradizionale dedicata alla città, il concorso introduce un capitolo speciale per il centenario del Napoli Calcio. Un omaggio al sentimento sportivo che, all’ombra del Vesuvio, trascende la dimensione agonistica e diventa appartenenza. La squadra azzurra – oggi nota come Ssc Napoli – compie cento anni e il Premio sceglie di celebrarne la storia invitando i tifosi a rivolgersi direttamente al club, quasi fosse un interlocutore intimo, depositario di gioie, attese, riscatti.
A presiedere la giuria sarà lo scrittore Maurizio de Giovanni, voce autorevole della narrativa contemporanea. «Napoli è una città che non appartiene soltanto a chi ci nasce. Appartiene a chi la sceglie, a chi la scopre, a chi la porta dentro anche dopo averla lasciata», afferma. E aggiunge: «Non è solo un luogo fisico ma un sentimento». Parole che restituiscono la cifra profonda dell’iniziativa: la città come esperienza interiore, il calcio come linguaggio comune. «Mettere questo amore su carta – sottolinea ancora – significa dichiararlo, condividerlo e trasformarlo in memoria. E ogni memoria condivisa diventa, in fondo, una piccola storia di comunità».
Sulla medesima linea l’intervento dell’assessora Teresa Armato, che evidenzia il valore simbolico del progetto: «Siamo felici di sostenere anche quest’anno il Premio ‘Lettera d’amore a Napoli’, un’iniziativa che valorizza la nostra città e l’amore per la nostra squadra attraverso le parole e le emozioni di chi la vive o la sogna da lontano». La nuova sezione dedicata ai cento anni del club, osserva, «racconta un legame che unisce generazioni e storie diverse. Il Napoli rappresenta appartenenza, orgoglio, memoria collettiva».
Non soltanto concorso, ma anche laboratorio di scrittura. Nell’ambito dell’Officina delle Parole, i partecipanti che ne faranno richiesta potranno seguire un workshop sul genere epistolare guidato da Enza Alfano, animatrice culturale di IoCiSto. Un’occasione per riscoprire la tradizione della lettera, forma antica e nobile, da Cicerone a Petrarca, capace di custodire intimità e rigore stilistico.
La premiazione è fissata per il 1° agosto 2026, data non casuale: coincide con il compleanno del club azzurro, suggellando così l’intreccio fra cultura e sport, fra parola e passione. Il bando integrale e le modalità di partecipazione sono disponibili sui siti ufficiali degli enti promotori.
In un tempo dominato dalla comunicazione rapida e frammentaria, l’invito a fermarsi e a scrivere una lettera appare quasi controcorrente. Eppure, proprio per questo, necessario. Perché Napoli, città-mito e città-contraddizione, continua a generare narrazioni; e il Napoli, emblema di riscatto e di orgoglio, resta uno dei suoi alfabeti più intensi. Scriverne significa, forse, riconoscersi parte di una storia che non smette di cercare nuove voci.
