Napoli ritrova Maradona tra parole, memoria e pallone. Maradona, un mito plebeo
Di Mario Conforto
Napoli sceglie ancora una volta di raccontarsi attraverso Diego Armando Maradona, ma lo fa con lo sguardo lungo della riflessione culturale e con il passo popolare della città che lo ha eletto a mito civile. Domenica 11 gennaio, quando il sole sarà già calato sul golfo e il freddo inviterà alla sosta, alle ore 19 le luci si accenderanno al Flègo di Fuorigrotta, in piazzale Gabriele D’Annunzio, a pochi metri dalla mitica Curva B, per una nuova presentazione del volume ‘Maradona, un mito plebeo’.
Il libro, ormai diventato un riferimento nel dibattito su Maradona come figura storica, politica e simbolica, sarà al centro di un confronto che intreccia saggistica, traduzione e giornalismo. A discuterne saranno Gennaro Ascione, autore di uno dei capitoli più densi del volume, e Alberto Bile Spadaccini, che ne ha curato la traduzione, restituendo al lettore italiano una prosa capace di tenere insieme rigore e passione. A guidare il dialogo, con la sensibilità di chi conosce i tempi della parola pubblica, sarà Carmine Conelli, editore e moderatore dell’incontro.
Non si tratta, però, di una semplice presentazione editoriale. ‘Maradona, un mito plebeo’ indaga il corpo simbolico del campione argentino, sottraendolo tanto alla retorica celebrativa quanto alla cronaca spicciola. Maradona vi appare come icona delle classi subalterne, eroe imperfetto, capace di incarnare una rivincita collettiva e, al tempo stesso, tutte le contraddizioni del Novecento avanzato. Napoli, in questo racconto, non è sfondo ma soggetto attivo, città che riconosce in Diego una figura speculare: geniale, ferita, irriducibile.
Il luogo scelto non è casuale. Fuorigrotta, quartiere di confine tra quotidianità e rito calcistico, restituisce al libro la sua dimensione popolare, lontana dai salotti e vicina alla strada. Non a caso, al termine della presentazione, chi vorrà potrà restare per seguire insieme Inter-Napoli, trasformando la parola scritta in esperienza condivisa, il pensiero critico in comunità che si riconosce davanti a una partita.
In un tempo in cui Maradona rischia di essere ridotto a figurina o santino, questo appuntamento prova a restituirgli spessore storico e densità umana, ricordando che i miti non nascono per essere consumati, ma per essere interrogati. E Napoli, ancora una volta, dimostra di saperlo fare con intelligenza, passione e memoria.
