Di Mario Conforto
Napoli si prepara a riannodare i fili della propria memoria culturale con una giornata di studio e riflessione dedicata a Aldo Masullo, tra le voci più autorevoli della filosofia del Novecento. Lunedì 20 aprile 2026, alle ore 10:30, nell’Aula Piovani dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, prenderà forma un progetto editoriale ambizioso: la riedizione aggiornata dei principali saggi del filosofo, a sei anni dalla sua scomparsa.
Promossa dal Comune e affidata alla direzione scientifica di Anna Donise e Felice Ciro Papparo, l’iniziativa restituisce centralità a un pensiero che ha saputo intrecciare fenomenologia, etica e riflessione sul tempo, con una profondità ancora oggi sorprendentemente attuale. Le nuove edizioni, pubblicate da Il Mulino, riportano in circolazione testi ormai difficilmente reperibili, rilanciandoli nel dibattito contemporaneo.
Nel cuore dell’Ateneo federiciano, luogo simbolico della formazione e dell’insegnamento di Masullo, l’incontro si aprirà con i saluti del rettore Matteo Lorito e del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Andrea Mazzucchi. Seguirà l’introduzione di Anna Donise, che offrirà una chiave di lettura dell’intero progetto, mentre gli interventi di Vincenzo Costa e Fabio Ciaramelli approfondiranno rispettivamente il profilo del Masullo fenomenologo e quello del Masullo interprete di Hegel.
Al centro della giornata, la presentazione dei primi due volumi già disponibili: ‘Struttura, soggetto e prassi’ e ‘Fondamento, inconscio e tempo. Saggi su Hegel’, curati da studiosi che da anni lavorano sulla sua eredità teorica. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro editoriale, con tre titoli di prossima uscita — ‘Il tempo e la grazia’, ‘Filosofie del soggetto e diritto del senso’ e ‘Metafisica’ — che promettono di completare un percorso di riscoperta sistematica.
A sottolineare il valore civile dell’iniziativa è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ricorda: «A sei anni dalla scomparsa di Aldo Masullo, sentiamo forte il dovere di riflettere sul lascito di un uomo straordinario, di un pensatore libero, appassionato e grande spessore». Parole che restituiscono la misura di un’eredità non solo accademica, ma profondamente civica e formativa, capace di alimentare il senso critico e la qualità del confronto pubblico.
Non sarà soltanto una commemorazione, dunque, ma un vero cantiere di idee, aperto a studenti, studiosi e cittadini. La presenza dei figli Carlo e Lorenzo Masullo, insieme ai curatori delle opere, suggella un passaggio generazionale nel segno della continuità.
In un tempo che spesso sacrifica la profondità sull’altare dell’immediatezza, Napoli sceglie di fermarsi e pensare. E lo fa tornando a Masullo, alla sua lezione rigorosa e inquieta, che ancora oggi interroga — e inquieta — chiunque voglia comprendere il senso dell’umano.
