Napoli oltre lo stereotipo: al Maschio Angioino il seminario che interroga l’immagine della città
Di Mario Conforto
C’è una Napoli che sfugge alle cartoline, alle narrazioni semplificate, alle rappresentazioni consumate dall’abitudine mediatica. Una città che vive nelle periferie invisibili, nei margini urbani, nei vuoti sociali e nelle immagini che tentano — spesso senza riuscirci — di raccontarne la complessità. È proprio da questa esigenza di rilettura critica che nasce ‘Immagine, identità e stereotipo. Strutture urbane: Napoli tra documentazione e rappresentazione’, il seminario in programma sabato 16 maggio 2026 alle ore 14.30 nella Sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino, promosso dalla Fondazione Valenzi nell’ambito del progetto ‘Riletture. Antropologia visiva del cambiamento urbano’.
L’iniziativa, sostenuta da Strategia Fotografia 2025 della Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura, si propone come un momento di confronto interdisciplinare nel quale fotografia, antropologia, urbanistica e semiotica diventano strumenti per decifrare il volto mutevole della metropoli contemporanea. Non un semplice convegno accademico, ma una riflessione collettiva sul potere delle immagini e sulla loro capacità di costruire identità, consolidare cliché oppure demolire letture convenzionali dei territori urbani.
Nel cuore monumentale della città, dentro uno dei simboli storici più riconoscibili di Napoli, studiosi e ricercatori analizzeranno il rapporto tra spazio urbano e immaginario collettivo, mettendo al centro soprattutto le aree periferiche, troppo spesso raccontate attraverso una lente deformante, oscillante tra folklore e marginalizzazione.
A guidare il dibattito sarà Alfonso Trapuzzano, segretario della Fondazione Valenzi, chiamato a moderare una giornata articolata in due sessioni. La prima vedrà protagonista l’antropologa Gianfranca Ranisio con una riflessione dedicata ai luoghi della città e alla costruzione simbolica del paesaggio urbano. Seguirà l’intervento di Mariaelena De Stefano, che approfondirà il rapporto tra turismo, periferia e immaginari contemporanei, mentre l’architetto e urbanista Carmine Piscopo concentrerà la propria analisi sulla dimensione collettiva dello spazio cittadino e sulle tensioni sociali che ne attraversano la trasformazione.
Dopo il coffee break, il seminario entrerà nella sua fase più legata ai linguaggi della rappresentazione visiva e della marginalità sociale. Fausto Cianciullo proporrà una lettura di Napoli come “semiosfera”, un ecosistema di segni in continua ridefinizione, dove i margini diventano territori simbolici instabili e produttivi di senso. Luisa Festa offrirà invece un racconto fotografico del Rione Siberia, quartiere emblematico delle contraddizioni urbane napoletane, mentre Martino Allocca analizzerà i processi di invisibilità sociale che attraversano le periferie cittadine. A completare il quadro sarà Alessandro Sodano, architetto e fotografo, con una riflessione sul rapporto tra progettazione dello spazio e linguaggio dell’immagine.
Il seminario assume così il valore di una vera e propria indagine culturale sul modo in cui Napoli viene osservata, narrata e interpretata. In una stagione storica dominata dalla velocità visiva e dalla sovraesposizione iconografica, il rischio della semplificazione appare sempre più concreto: ridurre una città complessa a un repertorio di simboli riconoscibili significa impoverirne la realtà sociale, cancellarne le stratificazioni e neutralizzarne le contraddizioni.
Per questo motivo ‘Immagine, identità e stereotipo si annuncia come un appuntamento di particolare rilievo nel panorama culturale cittadino: un’occasione per restituire profondità allo sguardo e per riaffermare che Napoli non è un’immagine fissa, ma una materia viva, conflittuale e in continuo movimento.
