Napoli nuovo restauro per la basilica di San Paolo Maggiore

Di Mario Conforto
Nell’intreccio affascinante di strade e memorie che forma il cuore antico di Napoli, in piazza San Gaetano, si è da poco concluso un prezioso intervento di restauro che ha interessato alcune aree del complesso monumentale di San Paolo Maggiore, nell’ambito del Grande Progetto per il Centro Storico di Napoli – sito riconosciuto dall’UNESCO per il suo straordinario valore culturale.
L’intervento ha riportato nuova luce non soltanto alla basilica, che si erge sui resti di un tempio romano del I secolo d.C. dedicato ai Dioscuri, ma anche a uno degli ambienti più raffinati del barocco partenopeo: la sacrestia affrescata da Francesco Solimena. Qui, arte, fede e storia si fondono in una narrazione visiva di straordinaria potenza espressiva.
Sorta sulle vestigia di un’architettura classica, la chiesa fu riadattata al culto cristiano e successivamente devastata dal sisma del 1688. Sulla facciata principale, a testimoniare l’antica origine pagana, sopravvivono due colonne corinzie del tempio originario, integri anche nei capitelli, che si ergono come un ponte tra epoche, visibile e tangibile.
Cuore pulsante dell’intervento conservativo è stata la sacrestia, capolavoro assoluto del Seicento napoletano. Realizzato tra il 1689 e il 1690, il ciclo pittorico che la adorna è frutto della piena maturità stilistica di Francesco Solimena, interprete sommo del barocco campano. Le sue scene affrescate, animate da una teatralità contenuta ma vibrante, sono incastonate in cornici di stucco dorato modellate con maestria da Lorenzo Vaccaro, altro grande protagonista della stagione artistica napoletana di fine secolo.

Nel breve documentario messo a disposizione dal Comune di Napoli – consultabile al link ‘La basilica di San Paolo Maggiore e la magnifica sacrestia del Solimena’ (https://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=10573) – è possibile approfondire l’intervento conservativo, ammirare da vicino i dettagli delle decorazioni e riscoprire, attraverso immagini suggestive, la ricchezza artistica e simbolica di uno degli angoli più affascinanti della città.
«Questo restauro rappresenta un passo importante nella valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico» – sottolineano dagli uffici tecnici comunali – «non solo per l’evidente valore artistico, ma per la possibilità offerta ai cittadini e ai visitatori di accedere nuovamente a uno spazio così densamente stratificato nella memoria collettiva di Napoli».
Il recupero della basilica di San Paolo Maggiore non è solo un intervento di tutela, ma un gesto di restituzione: alla città, alla sua storia, e a quanti, attraversando il dedalo di via dei Tribunali, sanno ancora alzare lo sguardo e riconoscere, nella pietra e nell’affresco, l’eco viva della bellezza.
