Napoli, la memoria che genera futuro: alla Gloriette il confronto europeo sul riuso dei beni confiscati
Di Mario Conforto
Nel segno della memoria che si fa azione, giovedì 30 aprile 2026, alle 15:30, a Napoli, negli spazi di Casa Glo – La Gloriette, in via Petrarca 50, si terrà la presentazione del volume ‘Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata: da maltolto a bene comune. Analisi comparativa della legislazione vigente in Italia e in Europa’. L’iniziativa cade nel 44° anniversario dell’uccisione di Pio La Torre, figura centrale nell’introduzione del reato di associazione mafiosa e della confisca dei patrimoni illeciti nell’ordinamento italiano.
Il luogo non è un semplice contenitore, ma un simbolo: Casa Glo – La Gloriette rappresenta una storia di restituzione e di rinascita civile; e se oggi costituisce una vera punta di eccellenza del riuso sociale dei beni confiscati alla camorra a Napoli, lo si deve anche alla tenace perseveranza del primo direttore nazionale (2010) dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, il prefetto Mario Morcone, che operò con instancabile energia per restituire alla collettività questa villa di straordinaria bellezza, già appartenuta al boss Michele Zaza. Oggi quegli spazi, un tempo segnati dall’illegalità, sono animati dalla cooperativa sociale “L’Orsa Maggiore”, impegnata in percorsi di autonomia rivolti a giovani con disabilità, trasformando un passato opaco in presente di inclusione e dignità.
L’opera, dal respiro internazionale, mette a confronto la normativa italiana con quella europea e di diversi Paesi del continente, scandagliando strumenti, limiti e prospettive in materia di sequestro, confisca e riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie. Un lavoro corale, arricchito dal contributo di studiosi e figure istituzionali di primo piano: tra gli altri, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e don Tonino Palmese, insieme a un ampio panel di accademici ed esperti provenienti da tutta Europa.
Il confronto si annuncia denso di contenuti: non solo un’analisi giuridica, ma una riflessione sul valore etico e politico del riuso, capace di trasformare beni un tempo simbolo di sopraffazione in presìdi di cittadinanza attiva. In filigrana emerge un interrogativo cruciale: come rendere strutturale e replicabile questo modello, superando le criticità amministrative e le disomogeneità territoriali?
La giornata si concluderà con un momento conviviale, un aperitivo curato dalla stessa cooperativa, ulteriore testimonianza di un’economia sociale che non si limita a gestire, ma rigenera. In un tempo in cui la lotta alle mafie richiede strumenti sempre più sofisticati, l’appuntamento napoletano rilancia un messaggio netto: la legalità non è soltanto repressione, ma anche – e soprattutto – costruzione di alternative concrete.
