Napoli, Conversazione perduta e industria culturale: il viaggio critico di Gius Gargiulo
Di Mario Conforto
È il tempo di una riflessione non più eludibile sui percorsi sociali che hanno ridefinito l’immaginario collettivo italiano negli ultimi cinquant’anni. Da questa urgenza prende le mosse ‘Il salotto nudo’ di Gius Gargiulo, al centro dell’incontro in programma martedì 3 marzo, alle ore 18.00, alla libreria Ubik Napoli di via Benedetto Croce. Con l’autore dialogherà Sergio Brancato, sociologo dei processi culturali e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna; modera Alessia J. Magliacane. Un confronto che intreccia teoria dei media, storia culturale e critica della modernità.
Il volume affronta una traiettoria che non riguarda soltanto i singoli eventi, ma i processi profondi che hanno accompagnato la parabola della borghesia italiana, dal suo progressivo restringimento come ceto guida fino alla dissoluzione simbolica nel flusso mediatico. Il salotto, un tempo spazio di educazione sentimentale e civile, luogo di conversazione e scambio argomentato, viene progressivamente svuotato. Al suo posto si impone la scena elettronica: prima la televisione generalista, poi la moltiplicazione degli schermi. Gargiulo definisce questa condizione «tele-esistenza», una forma di vita mediata in cui l’esperienza si trasforma in rappresentazione permanente.
Docente di semiologia e narratologia tra Parigi e Berkeley, Gargiulo ricostruisce con rigore filologico e sguardo interdisciplinare il passaggio dalla centralità della parola dialogica alla supremazia del dispositivo audiovisivo. In questa metamorfosi si colloca una linea sorprendente che unisce Pier Paolo Pasolini, primo intellettuale “superstar” della televisione — figura critica ma immersa in una matrice piccolo-borghese — al progetto politico-culturale di Silvio Berlusconi, capace di trasformare l’industria televisiva in architrave di un nuovo modello di egemonia simbolica. Due stagioni differenti, accomunate dalla consapevolezza del medium come luogo decisivo della legittimazione pubblica.
Il libro illumina inoltre l’intreccio tra industria culturale di massa e costruzione dell’immaginario, evocando il salotto visionario di Federico Fellini e Dino Buzzati: un universo sospeso tra desiderio, fantasmagoria e inquietudine, in cui la borghesia appare insieme protagonista e spettatrice delle proprie ossessioni. Non semplice citazione letteraria o cinematografica, ma segnale di una trasformazione antropologica: la spettacolarizzazione del privato e la teatralizzazione del quotidiano.
A sostenere questa operazione editoriale è Classi Edizioni, realtà indipendente e internazionale con sedi a Parigi, Firenze e Porto Alegre, fondata nel 2015 da Alessia J. Magliacane e Francesco Rubino. La casa editrice nasce con l’obiettivo di favorire una circolazione libera e democratica dei saperi, colmando le lacune delle distribuzioni nazionali e opponendosi alla deriva esclusivamente commerciale e mainstream della produzione culturale. Una scelta coerente con l’impianto critico del volume, che rivendica autonomia di pensiero e apertura transnazionale.
Il dialogo con Brancato promette di ampliare ulteriormente la prospettiva, collocando la riflessione di Gargiulo nel quadro dei processi comunicativi contemporanei e delle nuove forme di consenso. In un’epoca dominata dall’immediatezza e dalla connessione incessante, ‘Il salotto nudo’ invita a interrogarsi su ciò che è andato perduto e su ciò che può essere ripensato: la conversazione come pratica civile, la complessità come valore, il dissenso come risorsa democratica.
Non una nostalgia del passato, ma un’analisi delle soglie storiche che hanno condotto l’Italia dalla centralità del salotto alla pervasività dello schermo. Comprendere «quando e come tutto è cominciato» significa forse restituire profondità allo spazio pubblico. E riaprire, almeno simbolicamente, le porte di quella stanza in cui la parola era ancora incontro e non soltanto immagine.
