Napoli celebra Dario Fo: memoria, teatro e musica per il centenario del Nobel
Di Mario Conforto
Nel cuore antico di Napoli, tra i vicoli carichi di storia e le pietre che custodiscono secoli di cultura, martedì 14 aprile alle ore 18 la Fondazione Il Canto di Virgilio apre le porte a un appuntamento di forte intensità civile e artistica: «Siamo fatti di memoria, 100 anni di Dario Fo». Un incontro pubblico, a ingresso libero fino a esaurimento posti, che intreccia testimonianza, narrazione e musica nel segno di uno dei più grandi protagonisti del teatro contemporaneo.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nuove Nacchere Rosse con il sostegno della Fondazione Fo Rame e di Colonnese Editore, si inserisce nel calendario internazionale dedicato al centenario della nascita di Dario Fo, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. Un programma ampio e articolato – significativamente intitolato ‘100 anni per 100 paesi’ – che attraversa continenti e linguaggi, ribadendo la statura universale dell’autore lombardo.
Ad aprire i lavori saranno Carlo Faiello, direttore artistico della Fondazione ospitante, Enzo La Gatta, presidente dell’Associazione Nuove Nacchere Rosse, e Nino Marchesano, autore del volume ‘Dario Fo a Napoli. Storia di un concerto’. Seguirà il saluto istituzionale dell’onorevole Dario Carotenuto, a sottolineare il valore pubblico e civile dell’eredità foiana.
Il cuore della serata sarà arricchito dalla proiezione del documentario ‘Siamo fatti di memoria’ (2009), testimonianza visiva di un legame profondo tra arte e impegno. A rendere ancora più viva la narrazione, la presenza di figure di primo piano della scena musicale e culturale, tra cui Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Jacopo Fo, Dario Carotenuto, Renato Marengo, Ugo Mazzei, Sasà Mendoza, Gennaro Monti, Pasquale Nocerino, Ana Rita Rosarillo e Lino Vairetti. A moderare l’incontro sarà il giornalista Carmine Aymone.
Non si tratta, tuttavia, di una mera commemorazione. L’evento si configura come un racconto corale, capace di restituire la complessità di un rapporto – quello tra Fo e Napoli – fatto di passione, collaborazione e tensione etica. Emblematico, in tal senso, il ricordo del concerto tenuto al Teatro Augusteo il 4 maggio 2005, uno degli ultimi appuntamenti musicali del Nobel nella città partenopea. Un’esibizione segnata da un dramma personale – la notizia dell’uccisione di Emilio Albanese – che non impedì all’artista di salire sul palco e rivolgersi al pubblico con parole rimaste nella memoria collettiva: «Indignatevi, amo Napoli, città di cultura e di sapienza, io sarò sempre al vostro fianco».
L’incontro rievoca anche episodi meno noti ma altrettanto significativi, come l’esperienza del 1977, quando Fo condivise il palcoscenico con le Nacchere Rosse in uno spettacolo benefico promosso da Eduardo De Filippo, rimanendo profondamente colpito dalla forza espressiva del gruppo. Da quell’esperienza nacque un sodalizio artistico che avrebbe attraversato l’Europa, fino alla pubblicazione del disco ‘Scià Scià’ nel 2005.
A chiudere la serata, momenti musicali che daranno voce a quella stessa tradizione popolare che Fo seppe elevare a linguaggio universale. Un tributo che non si esaurisce nella celebrazione, ma si fa atto di memoria viva, capace di parlare al presente con la stessa urgenza di ieri. Perché, come suggerisce il titolo dell’iniziativa, siamo davvero fatti di memoria – e nel ricordo di Dario Fo continua a risuonare una coscienza critica che non smette di interrogare il nostro tempo.
