Napoli capitale dello sguardo critico: al via EDI Global Forum tra musei, AI e democrazia culturale
Di Mario Conforto
A Napoli, negli spazi della Fondazione Morra Greco, ha preso avvio il 18 marzo la terza edizione di EDI – Education Integration Global Forum, appuntamento internazionale che fino al 20 marzo riunisce direttori di musei, studiosi, artisti ed educatori per interrogarsi sul futuro delle istituzioni culturali e sul valore civile dell’educazione visiva. In un tempo dominato da immagini pervasive, algoritmi e disinformazione, il Forum si propone come crocevia di riflessione e di pratiche, ponendo una domanda tanto semplice quanto radicale: come imparare a guardare davvero?
L’inaugurazione, accompagnata dal videomessaggio del vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e dal saluto del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali e protagonisti del panorama museale internazionale. Tra questi, Maurizio Morra Greco, Sylvain Bellenger e Christian Larsen, che hanno delineato la portata culturale e politica dell’iniziativa.
Promosso dalla Fondazione con il sostegno della Regione Campania, il Forum accoglie 94 istituzioni provenienti da 23 Paesi, tra cui colossi come il Metropolitan Museum of Art, la Tate, il Museo del Prado, il Centre Pompidou e il Museum of Modern Art. Una costellazione di eccellenze che conferma Napoli come laboratorio internazionale per la ridefinizione del museo contemporaneo.
Il tema scelto per il 2026 – «Come possiamo imparare a guardare le immagini in modo critico?» – attraversa l’intero programma: panel, workshop e progetti espositivi disseminati nei luoghi simbolo della città, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Qui, nel pomeriggio inaugurale, è atteso uno degli interventi più significativi: la keynote di Glenn D. Lowry, dal titolo ‘I Want a Museum. I Need a Museum. I Imagine a Museum’, dedicata alla metamorfosi dell’istituzione museale nell’era digitale.
Non è un caso che il dibattito si concentri sulla crisi del discernimento, come sottolinea Bellenger: l’eccesso di immagini, la manipolazione visiva e la velocità dei flussi informativi rischiano di erodere le basi stesse della democrazia. Da qui l’urgenza di un’educazione dello sguardo che non sia accessoria, ma fondamento della cittadinanza consapevole.
Accanto alla riflessione teorica, il Forum propone esperienze concrete: dalle sessioni su intelligenza artificiale ed etica, fino ai laboratori sull’accessibilità e sulla neurodiversità, come ‘The Gentle Museum’, che ripensa gli spazi espositivi come ambienti inclusivi e trasformativi. Nel pomeriggio del 19 marzo, l’attenzione si sposterà all’Albergo dei Poveri, simbolo di rigenerazione urbana, con la mostra ‘Napoli Explosion’ di Mario Amura.
A completare il programma, due esposizioni ospitate dalla Fondazione – ‘Il sole come un gatto’ di Diego Perrone e ‘emoZone’ di Manfred Pernice – visitabili fino al 4 luglio: ulteriori tasselli di un percorso che intreccia arte, percezione e conoscenza.
Nel solco di una tradizione umanistica che affonda le radici nella cultura europea, EDI Global Forum rilancia dunque una sfida decisiva: allenare lo sguardo per comprendere il reale, distinguere il vero dal verosimile, restituire al museo una funzione non soltanto espositiva ma formativa, critica, civile. In una parola, politica.
