Napoli, appello al sindaco Manfredi per istituire la Casa della cultura democratica e sociale
Di Mario Conforto
Un luogo destinato a custodire la memoria civile, politica e culturale di Napoli, trasformandola in patrimonio vivo per le nuove generazioni. È la proposta contenuta nell’appello rivolto al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, promosso da un ampio gruppo di esponenti del mondo della cultura, dell’università, del giornalismo e dell’associazionismo. Primo firmatario è Nino Ferraiuolo, mentre la raccolta delle adesioni è già stata avviata.
Il documento propone l’istituzione della Casa della cultura democratica e sociale, uno spazio pubblico dedicato alla conservazione degli archivi, delle testimonianze e delle esperienze che hanno contribuito alla costruzione della storia democratica della città e del Mezzogiorno nel corso degli ultimi ottant’anni.
Alla base dell’iniziativa vi è una riflessione sul valore della memoria in una società sempre più caratterizzata dall’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. Secondo i promotori, la capacità di custodire e interpretare il passato rappresenta oggi uno degli strumenti essenziali per comprendere il presente e costruire il futuro, evitando il rischio che una parte della storia venga dispersa, semplificata o dimenticata.
L’appello richiama il ruolo che Napoli ha svolto nel panorama culturale e civile italiano ed europeo, ricordando le esperienze che hanno segnato il cammino della città: dalla Rivoluzione napoletana del 1799 alle Quattro Giornate di Napoli, dalla Resistenza alla nascita della Repubblica, fino al contributo offerto nel tempo dalle università, dagli istituti di ricerca, dalle organizzazioni sindacali, dai movimenti sociali e dal vasto tessuto dell’associazionismo democratico.
Nel documento trovano spazio anche i riferimenti alle stagioni più difficili attraversate dalla città, segnate dall’eversione neofascista, dal terrorismo e dalla criminalità organizzata. Vicende che, secondo i firmatari, hanno visto la società civile reagire con determinazione, contribuendo alla difesa delle istituzioni democratiche e dei principi sanciti dalla Costituzione.
La proposta avanzata al Comune è quella di individuare una sede idonea ad accogliere la futura Casa della cultura democratica e sociale, concepita come un luogo aperto alla ricerca, alla formazione, all’elaborazione culturale e alla partecipazione, nel quale archivi, documenti, pubblicazioni e testimonianze possano essere messi a disposizione di studiosi, cittadini e giovani, alimentando nuove occasioni di studio e confronto.
L’idea era stata anticipata durante l’incontro promosso lo scorso 7 luglio dall’associazione Infinitimondi, insieme a CGIL e ANPI, nel quale erano intervenuti, tra gli altri, gli storici Luigi Mascilli Migliorini e Francesco Barbagallo, Francesco Giasi e il giornalista Matteo Cosenza, sviluppando una riflessione condivisa sulla necessità di dare vita a un luogo permanente dedicato alla memoria delle culture democratiche e sociali.
Tra i primi firmatari figurano, oltre a Nino Ferraiuolo e al Collettivo di Infinitimondi, Diego Belliazzi, Giuseppe Aragno, Francesco Barbagallo, Viola Ardone, Giulio Baffi, Emiliano Brancaccio, Giovanni Cerchia, Matteo Cosenza, Wanda D’Alessio, Guido De Martino, Anna Donise, Luciano Ferrara, Giuseppe Luongo, Alessandro Hobel, Carlo Iannello, Leandro Limoccia, Luigi Marino, Sergio Marotta, Michele Mezza, Nando Morra, Giovanni Nughes, Pasquale Scialò, Francesco Soverina e Alessia J. Magliacane.
Chi è Nino Ferraiuolo
Primo firmatario dell’iniziativa, Nino Ferraiuolo è una figura storica della cultura politica napoletana. Docente di lettere in pensione, ha ricoperto nel corso della sua attività pubblica incarichi nel Partito Comunista Italiano, è stato segretario della sezione San Giuseppe Porto, consigliere comunale e presidente di Circoscrizione. Da anni è impegnato nella promozione della memoria democratica attraverso iniziative culturali, editoriali e associative. Tra le sue pubblicazioni più recenti figura “Il mio Eugenio, il nostro Eugenio”, dedicato a Eugenio Donise, storico dirigente del PCI napoletano.
Come aderire all’appello
L’appello integrale è consultabile sul sito dell’associazione Infinitimondi.
Coloro che intendono aderire possono inviare la propria sottoscrizione scrivendo una e-mail all’indirizzo: infinitimondirivista@gmail.com, indicando nome e cognome e manifestando la volontà di sottoscrivere l’appello per l’istituzione della Casa della cultura democratica e sociale.
Le adesioni saranno raccolte dai promotori e andranno ad arricchire l’elenco dei sottoscrittori dell’iniziativa, che punta a dotare Napoli di un luogo permanente dedicato alla memoria democratica, alla ricerca storica e alla valorizzazione del patrimonio civile e culturale della città.
Per conoscere il testo completo dell’appello e gli aggiornamenti sull’iniziativa è possibile consultare la pagina pubblicata sul sito di Infinitimondi.
