Napoli, alla Fondazione Morra Greco l’arte contemporanea interroga l’era digitale: inaugurate le mostre di Diego Perrone e Manfred Pernice
Di Mario Conforto
Due artisti, due visioni e un unico interrogativo sul nostro tempo dominato dalle immagini. Oggi, giovedì 12 marzo alle 17:30, la Fondazione Morra Greco apre al pubblico, negli spazi cinquecenteschi di Palazzo Caracciolo di Avellino, Largo Proprio di Avellino, 17 Napoli, nel cuore antico della città, due nuove esposizioni personali: “Il sole come un gatto” di Diego Perrone e “emoZone” di Manfred Pernice.
L’iniziativa anticipa e accompagna la terza edizione di EDI Global Forum 2026, il forum internazionale dedicato alla trasformazione delle immagini nell’epoca digitale, che si terrà a Napoli dal 18 al 20 marzo. L’idea di fondo è semplice quanto urgente: imparare a guardare davvero in un tempo dominato da algoritmi, deep fake e comunicazione accelerata.
La poesia visiva di Diego Perrone
Con “Il sole come un gatto”, Diego Perrone presenta la sua prima mostra istituzionale a Napoli, un progetto concepito appositamente per i saloni del primo piano del palazzo storico.
L’artista piemontese costruisce un paesaggio sensoriale e poetico, dove si intrecciano video, installazioni sonore, fotografia e scultura. L’immagine che dà il titolo alla mostra — un gatto ripreso mentre cade e si ricompone in aria — diventa una sorta di metafora visiva: un gesto minimo che, rallentato dallo slow motion, si trasforma in una riflessione sul tempo e sulla percezione.
Il felino, figura che attraversa la storia simbolica dall’antico Egitto all’iconografia dei social, si trasfigura in creatura ambigua e cosmica. Un “animot”, direbbe Derrida: animale e alterità insieme, capace di suggerire una dimensione quasi autobiografica dell’artista.
Il percorso espositivo scorre tra rimandi letterari e suggestioni futuriste — evocando, tra l’altro, il romanzo “Il Codice di Perelà” — e costruisce una poetica dove immagine e parola si fondono fino a diventare materia plastica, ritmo visivo, gesto scultoreo.
Manfred Pernice e l’architettura invisibile del quotidiano
Al secondo e terzo piano della fondazione si sviluppa invece “emoZone”, prima mostra istituzionale italiana dedicata a Manfred Pernice, figura centrale della scultura europea contemporanea.
L’artista tedesco lavora su ciò che di solito non vediamo: gli oggetti anonimi della città. Dissuasori di cemento, recinzioni da cantiere, panchine, barriere temporanee diventano elementi scultorei che interrogano lo spazio urbano e le dinamiche di controllo che lo attraversano.
Il nuovo progetto site-specific, che dà il titolo alla mostra, è concepito come uno spazio immersivo: una zona attraversabile, quasi un campo di forze emotive e architettoniche. Qui il pubblico entra fisicamente dentro l’opera, tra sculture che ricordano architetture difensive e infrastrutture urbane.
Ne emerge un paradosso profondamente contemporaneo: il mondo globale promette libertà di movimento, ma dietro i flussi di persone e merci persistono sistemi invisibili di regolazione, sorveglianza e potere.
L’arte come alfabetizzazione visiva
Secondo Maurizio Morra Greco, presidente della fondazione, queste due mostre incarnano pienamente la missione culturale dell’istituzione:
«La ricerca artistica contemporanea — spiega — deve offrire strumenti critici per comprendere la trasformazione delle immagini e dei linguaggi del presente».
Non è un caso che le esposizioni siano pensate come prologo al forum internazionale EDI, che riunirà musei, curatori e professionisti della cultura provenienti da oltre venti Paesi. L’obiettivo è promuovere la pratica dello slow watching, ovvero un nuovo modo di guardare le immagini con attenzione critica e tempo dilatato, in contrasto con la frenesia della comunicazione digitale.
Quando Napoli diventa laboratorio internazionale
Le due mostre confermano il ruolo della Fondazione Morra Greco come snodo culturale internazionale capace di mettere in dialogo Napoli con il sistema globale dell’arte contemporanea.
Tra installazioni immersive e paesaggi poetici, “Il sole come un gatto” ed “emoZone” invitano il pubblico a un esercizio raro: fermarsi, osservare e interrogare ciò che normalmente scivola via nello sguardo distratto della modernità.
Un gesto apparentemente semplice, ma oggi più necessario che mai.
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Le mostre saranno visitabili dal 12 marzo al 4 luglio 2026, dal giovedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Ingresso gratuito.
