EVAGRIO PONTICO Gli otto spiriti della malvagità
Cosa accade nella mente quando siamo soli, quando affiorano pensieri che ci inquietano o ci distraggono? Molto prima della psicologia moderna, un monaco del IV secolo aveva provato a rispondere. Si chiamava Evagrio Pontico, e le sue intuizioni continuano a sorprendere per lucidità e modernità.
A lui è dedicato l’incontro che si terrà sabato 18 aprile 2026, alle ore 17, al Volto Santo di Napoli: il prof. Massimo Pampaloni S.I. (PFTIM – San Luigi) guiderà una lettura commentata degli Otto spiriti della malvagità, nell’edizione curata da Diego Marchini per la collana “Nuovi Testi Patristici” (Città Nuova, 2024). L’appuntamento chiude il XLIV ciclo di Lectura Patrum Neapolitana, storica iniziativa cittadina che da oltre quarant’anni porta al pubblico testo e figure della tradizione cristiana antica.
Evagrio è un autore affascinante: nelle sue opere descrive la vita spirituale come un lavoro interiore fatto di vigilanza, lucidità e conoscenza di sé. Per lui il male non è un’astrazione, ma un insieme di “spiriti” – potremmo dire oggi dinamiche psicologiche – che insinuano pensieri capaci di turbare la quiete dell’anima. Riconoscerli, smascherarli e non lasciarsene guidare è il cuore del suo insegnamento. Da questa analisi nascerà, secoli dopo, la dottrina dei sette vizi capitali.
La sua ricerca dell’hesychía, la quiete profonda, parla ancora al presente: in un mondo dominato da rumore, distrazioni e iperstimolazione, l’idea che la serenità passi attraverso un lavoro sui pensieri appare sorprendentemente attuale.
L’incontro è aperto al pubblico e prevede crediti formativi per gli studenti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e per i dottorandi dell’Università di Napoli “Federico II”.
Un’occasione per avvicinarsi a un autore antico che continua a interrogare la sensibilità contemporanea, fornita da Pampaloni, un gesuita di prim’ordine.
Antonio Boccellino

