Napoli, al Maschio Angioino: la biblioteca di Maurizio Valenzi diventa memoria collettiva
Di Mario Conforto
Sabato 7 marzo, alle ore 11, nella Sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino, Napoli si ritrova attorno a un libro che è molto più di una pubblicazione: è un atlante di relazioni, una mappa sentimentale e politica che attraversa il Novecento europeo. Si presenta “Con affetto e stima… Dediche a Maurizio Valenzi”, volume edito da Guida editori con il contributo del Ministero della cultura e curato dalla Fondazione Valenzi, che ha trascritto e in parte illustrato le iscrizioni vergate sui libri della Biblioteca Maurizio e Litza Valenzi.
Non un semplice repertorio di autografi, ma una trama di legami che si dispiega attraverso il gesto, antico e solenne, della donazione libraria. Ogni dedica è un frammento di storia: privata e pubblica, civile e artistica, talvolta perfino domestica. Dopo i saluti di Lucia Valenzi, interverranno la storica Gloria Chianese, il giornalista Enzo D’Errico e l’editore Diego Guida. Saranno presenti, inoltre, Maria Rosaria Bacchini, Giulio Delle Donne e Olga Scotto di Vettimo, che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera insieme allo staff della Fondazione e ai giovani del Servizio civile.
Il volume restituisce una costellazione di nomi che, letti in sequenza, sembrano comporre un’enciclopedia del Novecento. Tra gli amici e compagni della lotta antifascista spicca Loris Gallico, che sul frontespizio di un testo trascrive un’intera poesia in lingua francese. Accanto a lui compaiono figure istituzionali come Giorgio Napolitano; dirigenti del Partito comunista quali Nilde Jotti; esponenti socialisti e democristiani, fra cui Giulio Andreotti.
L’arte lascia la propria impronta con Renato Guttuso, che talvolta accompagna la parola con un piccolo disegno, mentre la storiografia è rappresentata da Giuseppe Galasso. Tra le pagine emergono anche dediche del cantante Sergio Bruni e di professionisti napoletani, insieme a messaggi provenienti da Francia, Germania, Spagna e dal mondo arabo.
Colpiscono, per densità simbolica, le firme di Albert Camus, che dedica ‘La caduta’, e del poeta turco Nazim Hikmet. Ma il pregio dell’opera risiede anche nella democrazia delle presenze: accanto ai premi Nobel e ai leader politici, trovano spazio l’autista che offre un volume con parole semplici e un vigile comunale che affida alla carta un pensiero rispettoso. È la prova che una biblioteca può diventare specchio di una comunità intera, non soltanto di un’élite.
Il libro, già oggetto di apprezzamenti negli ambienti culturali cittadini, è stato definito da alcuni studiosi come un «archivio sentimentale» capace di illuminare, attraverso brevi testi manoscritti, il reticolo di rapporti che ha sostenuto la vita pubblica di Valenzi. L’apparato iconografico – che riproduce frontespizi, grafie, talora minute illustrazioni – aggiunge valore filologico a un lavoro condotto con rigore e sensibilità.
Due parole, infine, sul protagonista silenzioso di questa raccolta. Maurizio Valenzi, nato a Tunisi nel 1909 e scomparso nel 2009, fu antifascista, dirigente comunista e sindaco di Napoli dal 1975 al 1983. Durante gli anni difficili del terremoto e della ricostruzione, rappresentò un punto di equilibrio istituzionale e morale per la città. La sua casa e il suo studio furono luoghi di confronto, crocevia di intellettuali, amministratori, artisti.
Oggi quelle dediche, sottratte all’oblio della polvere e restituite alla lettura, mostrano come la storia grande si intrecci alla storia minuta dei gesti individuali. E ricordano che un libro donato, corredato da poche righe autografe, può trasformarsi in testimonianza durevole di stima, amicizia e impegno civile. In controluce, è l’immagine di una Napoli che dialoga con l’Europa e con il Mediterraneo, custodendo nella carta la propria memoria più autentica.
