Napoli, al Grenoble il coraggio di essere se stessi: Marine Place presenta ‘J’y suis, j’y reste’
Di Mario Conforto
Mercoledì 25 febbraio, alle 18.30, nel cuore di Napoli, a Palazzo Grenoble, sede dell’Institut français, il grande schermo si trasforma in spazio di testimonianza civile. La regista Marine Place incontra il pubblico per la proiezione del suo più recente documentario, “J’y suis, j’y reste (One of Us)”, opera del 2025 che indaga con sguardo partecipe e rigore narrativo le traiettorie di donne e uomini costretti a lasciare il proprio Paese a causa di persecuzioni omofobiche e transfobiche.
L’appuntamento si colloca nel programma del Ciné-Club, in sinergia con l’associazione i Ken Aps Ets e con l’Omovies International Film Festival, manifestazione che da quasi vent’anni valorizza il cinema LGBTQIA+. In quest’ultima edizione, il lavoro della regista è stato insignito del riconoscimento di «Miglior Film», a suggello di un percorso festivaliero di forte impatto civile.
Il film conduce lo spettatore all’interno del centro LGBTQIA+ di Lille, presidio di accoglienza per rifugiati che cercano protezione in Francia. Qui un gruppo di attivisti volontari affianca chi ha conosciuto violenza e discriminazione, aiutandolo a tradurre in parole — chiare, coerenti, credibili — un vissuto spesso indicibile, necessario per ottenere lo status di asilo. Ciò che altrove doveva restare celato per sopravvivere diventa racconto pubblico, memoria condivisa, talvolta persino celebrazione della propria identità ritrovata.
La motivazione del premio sottolinea la forza emotiva dell’opera: «‘One Of Us’ merita il riconoscimento come Miglior Film perché intercetta il pathos di tante persone LGBTQ+ molestate, perseguitate e violentate nei Paesi d’origine, mostrando il travaglio necessario per ottenere lo status di rifugiato nei Paesi sicuri». Un giudizio che rimanda anche al lavoro svolto a Napoli dall’associazione i Ken nella casa di accoglienza “Questa casa non è un albergo, Rainbow Center Napoli” – in un bene confiscato alla criminalità organizzata – realtà impegnata quotidianamente nel sostegno a chi fugge da contesti ostili.
Nel solco di una filmografia attenta alle questioni sociali, Marine Place, sceneggiatrice e autrice capace di attraversare documentario e fiction, ha già firmato numerosi lavori di indagine civile. Dopo tre cortometraggi di finzione, nel 2017 ha diretto il suo primo lungometraggio, ‘Souffler plus que la mer’, consolidando una cifra stilistica che intreccia osservazione e costruzione narrativa.
L’appuntamento del 25 febbraio non sarà soltanto una proiezione, ma un momento di confronto diretto con la regista e di consegna ufficiale del premio, in un dialogo che intreccia cinema, diritti e responsabilità collettiva.
Il biglietto d’ingresso è disponibile online al costo di 5 euro.
Per informazioni: Institut français Napoli, telefono 081.761.62.62.
