Napoli abbraccia Ildefonso Falcones: cittadinanza letteraria a chi ha saputo raccontarne l’anima
Di Mario Conforto
Napoli sceglie la letteratura come linguaggio universale e lo fa nel cuore della propria storia, la Sala dei Baroni del Maschio Angioino, dove martedì 24 febbraio, alle 14.30, conferirà allo scrittore spagnolo Ildefonso Falcones la ‘cittadinanza letteraria’, riconoscimento simbolico ma densissimo di significati, pensato per chi ha saputo interpretare e restituire al mondo l’identità profonda della città.
Non un semplice omaggio, bensì un atto culturale che intreccia narrazione, memoria e dialogo tra civiltà. Napoli riconosce in Falcones uno sguardo capace di attraversare epoche e confini, di cogliere l’essenza dei luoghi e di trasformarla in racconto condiviso, rendendo il patrimonio storico e umano partenopeo materia viva di letteratura.
La cerimonia vedrà gli interventi di Alfredo Guardiano, coordinatore della Giuria tecnica del Premio Napoli, di Maurizio de Giovanni, presidente della Fondazione Premio Napoli, di Falcones che più di altri ha raccontato l’anima contemporanea della città, e di Javier Triana Jiménez, Console Generale di Spagna a Napoli, a sottolineare il valore diplomatico e culturale dell’iniziativa. A completare il quadro, il contributo accademico di Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II, in un dialogo che salda ricerca, letteratura e identità mediterranea.
Momento centrale dell’incontro sarà la lectio magistralis di Ildefonso Falcones, occasione rara per ascoltare dalla sua voce il senso del narrare come strumento di conoscenza e come ponte tra popoli. A guidare il confronto sarà Fulvio Bufi, giornalista del Corriere della Sera, mentre un servizio di interpretariato, realizzato in collaborazione con l’Istituto Cervantes di Napoli, garantirà la piena accessibilità dell’evento.
A trarre le conclusioni sarà il Sindaco Gaetano Manfredi, che consegnerà allo scrittore una targa con medaglia della Città di Napoli, suggellando un legame che va oltre la cerimonia e si iscrive nella storia culturale della città.
Con questo gesto, Napoli riafferma la propria vocazione: essere crocevia di linguaggi, sponde e racconti, riconoscendo nella letteratura uno strumento di cittadinanza simbolica, capace di unire ciò che la geografia separa.
Ildefonso Falcones de Sierra, nato a Barcellona nel 1959, è uno degli scrittori spagnoli più letti e tradotti al mondo. Avvocato di formazione, ha raggiunto il successo internazionale con il romanzo ‘La cattedrale del mare’, autentico caso editoriale, tradotto in oltre quaranta lingue e adattato per la televisione.
La sua narrativa si distingue per una scrittura epica e documentata, capace di intrecciare vicende individuali e grandi snodi storici, dando voce agli ultimi, agli esclusi, ai protagonisti silenziosi della Storia. Tra le opere più note figurano ‘Gli eredi della terra’, ‘La mano di Fátima’, ‘La regina scalza’ e ‘Anima nera’, romanzi in cui la dimensione giuridica, sociale e morale si fonde con una profonda sensibilità umana.
Falcones è noto per il suo rigoroso lavoro di ricerca storica e per una prosa limpida, che rende accessibili temi complessi senza rinunciare alla profondità. La sua attenzione per le città come organismi viventi – Barcellona, Siviglia, Napoli – lo ha reso uno degli interpreti più efficaci del romanzo storico contemporaneo.
