L'idea degli studenti dei licei poliziani: l'antichità in un videogioco
Ricostruire ciò che non esiste più e trasformare la memoria storica in un videogioco dal valore formativo. È da questa esigenza che ha preso forma un progetto didattico dei Licei Poliziani di Montepulciano, in provincia di Siena.
Non potendo visitare dal vivo i siti archeologici del territorio a causa della pandemia del 2020, gli studenti scelsero di ricrearli digitalmente, riportando in vita la realtà del passato attraverso le nuove tecnologie. Oggi il progetto è più che mai vitale e rappresenta un vero biglietto da visita per gli studenti dell’istituto senese.
Il lavoro, diventato nel tempo un percorso pluriennale, è partito dallo studio della documentazione archeologica relativa all’area compresa tra Montepulciano e Torrita di Siena. L’obiettivo era individuare e valorizzare i siti più significativi, con particolare attenzione ai resti di epoca romana legati alla viabilità antica.
Le prime fasi del progetto hanno portato alla realizzazione di prodotti digitali come una mappa interattiva e una web app con GPS, denominata Statio Manliana. Successivamente, l’attività si è ampliata con la creazione di ricostruzioni tridimensionali di reperti e strutture, sviluppate durante le ore pomeridiane. Utilizzando immagini, planimetrie e campioni archeologici, gli studenti hanno costruito modelli 3D accurati, arricchiti con texture realistiche.
Il cuore del lavoro riguarda la ricostruzione virtuale di due insediamenti di grande interesse: la Statio Manliana, antica stazione di posta lungo una strada romana, e la Fornace Poggetti, impianto produttivo legato alla ceramica sigillata e ai laterizi. Fotogrammetria e intelligenza artificiale hanno permesso di ricostruire non solo gli edifici, ma anche aspetti della vita quotidiana, restituendo questi luoghi nel momento della loro massima attività.
Da qui è nata l’evoluzione più originale: la creazione di un videogioco storico in lingua latina. Gli ambienti 3D già realizzati sono stati adattati per permettere l’interazione in tempo reale e gli oggetti ricostruiti sono diventati elementi di gioco. La semplice osservazione del passato si è così trasformata in un’esperienza immersiva: gli studenti non hanno solo studiato la storia, ma l’hanno ricreata e resa esplorabile in un videogioco, restituendo una “realtà passata” che oggi non è più visibile.
La trama segue le vicende di Umbricio, che parte da Roma, dal Foro di Cesare, e si sposta poi in Etruria, dove incontra personaggi della storia romana e della letteratura latina. Attraverso missioni e prove, il giocatore entra nella narrazione, pensata per essere verosimile e rispettosa dei dati storici, pur con inserimenti creativi funzionali alla costruzione di una memoria storica.
Il progetto ha coinvolto anche la produzione di sequenze a fumetti, utilizzate per flashback e anticipazioni narrative, e la scrittura dei dialoghi in italiano e inglese, utili come supporto alla comprensione. La scelta più impegnativa è stata però la traduzione in latino, lingua parlata dai personaggi del gioco, trasformata dagli studenti in uno strumento vivo e attuale. Infine, i dialoghi sono stati registrati in audio, con attenzione a pronuncia e interpretazione, dando voce a un mondo antico riportato in vita grazie alla scuola e alla tecnologia.
