Di Mario Conforto
Tra crisi geopolitiche, transizione energetica, nuove rotte commerciali e migrazioni, il Mediterraneo torna al centro degli equilibri internazionali. Ed è proprio da Napoli, città storicamente sospesa tra Europa, Africa e Medio Oriente, che il Consiglio Nazionale delle Ricerche rilancia una riflessione scientifica e strategica sul futuro dell’area euromediterranea. Il prossimo 14 maggio, nella sala convegni “Roberto Vaccaro” dell’Area territoriale di ricerca Napoli 1, verrà presentato il volume ‘Mediterranean Economies 2025 – The Mediterranean as a Laboratory of Geoeconomics and Global Transformations’, curato da Salvatore Capasso e Giovanni Canitano.
L’iniziativa, promossa dal CNR-ISMed e dal CNR-DSU, si inserisce in un contesto globale segnato da profondi mutamenti economici e politici, in cui il Mare Nostrum non rappresenta più soltanto una frontiera geografica, ma un autentico laboratorio di geoeconomia mondiale. Il rapporto annuale, pubblicato da “Il Mulino”, analizza infatti le trasformazioni che attraversano le due sponde del bacino mediterraneo: dalla sicurezza energetica alla digitalizzazione, dai flussi migratori alle nuove infrastrutture strategiche, fino alle tensioni che ridefiniscono gli assetti globali.
Ad aprire i lavori saranno Giuseppina De Simone, presidente dell’Area territoriale della ricerca Napoli 1, Mario Iodice, direttore della stessa struttura, e Gabriella Corona, direttrice dell’Istituto di studi sul Mediterraneo del CNR. A moderare l’incontro sarà il giornalista Marco Demarco.
Particolarmente atteso l’intervento istituzionale di Luigi Sbarra, chiamato a confrontarsi con uno dei nodi più delicati emersi negli ultimi anni: il rapporto tra Mezzogiorno, sviluppo infrastrutturale e proiezione mediterranea dell’Italia. Una questione sempre più centrale anche nel dibattito pubblico e accademico, alimentato dalle discussioni sui fondi europei, sul PNRR e sulla necessità di rafforzare la competitività del Sud nel nuovo scenario internazionale.
Il volume, spiegano gli organizzatori, propone una lettura interdisciplinare delle trasformazioni in atto, mettendo in dialogo studiosi, economisti ed esperti di relazioni internazionali. Il Mediterraneo viene interpretato come uno spazio nel quale si concentrano le contraddizioni della contemporaneità: cooperazione e conflitto, sostenibilità e dipendenza energetica, crescita economica e fragilità sociale.
Nel corso dell’incontro interverranno inoltre Antonio Garofalo, magnifico rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, e Angela Cuttitta del CNR-ISMed. Le conclusioni saranno affidate al dibattito con gli autori del rapporto, in un confronto destinato ad approfondire le nuove traiettorie economiche e politiche dell’area mediterranea.
Non è casuale che la presentazione si svolga a Napoli. La città, per storia e collocazione geografica, rappresenta da secoli uno snodo naturale tra continenti e culture. In una fase in cui le grandi potenze tornano a contendere il controllo delle rotte energetiche e commerciali, il Mezzogiorno d’Italia potrebbe assumere un ruolo decisivo nella ridefinizione degli equilibri europei. Ed è proprio questa la prospettiva che attraversa ‘Mediterranean Economies 2025’: il Mediterraneo non più periferia, ma epicentro delle trasformazioni globali del XXI secolo.
Per informazioni sull’evento è disponibile il sito ufficiale del CNR-ISMed, mentre il programma completo della presentazione è consultabile nella pagina dedicata a Mediterranean Economies 2025.
