L’arte di Valenzi tra Parigi e Napoli: due rivoluzioni, un solo sguardo sulla libertà
Di Mario Conforto
Sabato 25 ottobre, alle ore 11, nella suggestiva Sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino, si terrà la presentazione della cartella ‘Maurizio Valenzi. Immagini da due rivoluzioni’, un’opera che torna alla luce nel 2025 grazie alla Fondazione che porta il nome del celebre pittore e politico. Una ristampa preziosa che riannoda i fili tra arte, storia e memoria, restituendo il racconto figurativo di due momenti fondativi della coscienza europea: la Rivoluzione francese del 1789 e la Rivoluzione partenopea del 1799.
Dopo i saluti di Lucia Valenzi, introdurranno e commenteranno la pubblicazione lo storico Carmine Pinto e la curatrice d’arte Olga Scotto di Vettimo, offrendo prospettive complementari su un artista che fece dell’impegno civile e dell’espressione pittorica un unico linguaggio.
La nuova edizione della cartella, composta da ventidue tavole, riproduce le opere che Maurizio Valenzi realizzò in occasione del Bicentenario della Rivoluzione francese, esposte nel 1989 al Palais de l’Europe di Strasburgo. Tele e disegni che, pur nate in quel contesto, volgono lo sguardo soprattutto a Napoli, narrando con forza drammatica e tensione etica le vicende della Rivoluzione del 1799, tra idealità repubblicane e sacrificio civile.
La pubblicazione è arricchita dal testo originale di Valenzi e da un inedito saggio di Carmine Pinto, che intreccia le vicende artistiche con la riflessione storica, restituendo la profondità di un artista capace di fare della pittura uno strumento di testimonianza.
Contestualmente, la Fondazione Valenzi ripropone anche la mostra di riproduzioni delle opere esposte a Strasburgo, già presentata lo scorso maggio all’Istituto francese di Napoli “Grenoble” durante la Settimana franco-napoletana. L’esposizione sarà visitabile fino al 14 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 17, nella stessa Sala Litza Cittanova Valenzi, all’interno del Maschio Angioino.
Un appuntamento che non è solo un ritorno alla pittura di Valenzi, ma un invito a riflettere – attraverso le sue “immagini da due rivoluzioni” – su come l’arte possa farsi cronaca e coscienza, e su quanto ancora oggi quelle istanze di libertà e giustizia risuonino nella storia collettiva europea.
