Il gruppo che ha portato avanti questo progetto
La cultura che include, l’arte che si fa perno di cittadinanza attiva e il patrimonio che abbatte le barriere sensoriali per farsi toccare, nel senso più letterale del termine. Si è concluso con risultati di straordinario valore sociale e formativo il percorso di PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, ex Alternanza Scuola-Lavoro) che ha visto protagonisti tre studenti dell’Istituto “A. Florena” di S. Stefano di Camastra. Bruno Beatrice, Mangalaviti Alessia e Marina Cayetan, alunni della classe terza dell’indirizzo Turistico Sportivo, hanno lavorato nei locali del Mudis – Museo Diffuso Stefanese della Ceramica, trasformando un’esperienza didattica in un modello di innovazione e accessibilità museale. Il cuore del progetto nato dall’idea dell’alunno Cayetan Marina, ragazzo ipovedente dalla nascita, è stato lo sviluppo di strumenti specifici dedicati ai visitatori non vedenti e ipovedenti. Gli studenti, guidati con sensibilità e rigore metodologico, hanno progettato e realizzato una brochure interamente tradotta in codice Braille. Questo supporto consentirà a tutti i visitatori con disabilità visiva di orientarsi in autonomia all’interno delle sale, scoprendo la storia del paese e la genesi della prestigiosa tradizione ceramica stefanese. Ma l’intervento non si è limitato alla guida cartacea.

Gli studenti hanno infatti curato l’applicazione di etichette in Braille direttamente su alcuni reperti esposti. Un’operazione che apre le porte a una fruizione tattile delle opere, integrando la percezione visiva con quella tridimensionale del contatto fisico, elemento fondamentale per una reale inclusione. “Da oggi la bellezza della ceramica può essere letta anche attraverso il tatto”, spiegano i promotori del progetto, ribadendo come i luoghi della cultura debbano evolversi per rispondere alle esigenze di ogni cittadino, nessuno escluso. L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come la scuola possa farsi promotrice di cambiamento sul territorio. La sinergia tra l’Istituto “A. Florena” e il Mudis ha dimostrato che il patrimonio culturale non è un elemento statico da custodire, ma una risorsa viva da valorizzare attraverso la sensibilità delle nuove generazioni. Un sentito ringraziamento è stato espresso nei confronti del Mudis per aver accolto e sostenuto l’iniziativa con lungimiranza, offrendo ai giovani studenti l’opportunità di firmare un concreto gesto di civiltà e crescita professionale. Da oggi, il Museo della Ceramica di Santo Stefano di Camastra non è solo più ricco, ma decisamente più aperto al mondo.
