Tamburello, nel corso di una mostra milanese
Dalla tradizione millenaria di Santo Stefano di Camastra alle prestigiose sedi milanesi: le opere letterarie e visive del Maestro Tamburello delineano un percorso dove la ceramica si fa documento storico e indagine psicologica. Il libro, nell’universo di Concetto Tamburello, non è un semplice contenitore di informazioni, ma un documento di storia creativa e immaginifica. L’artista, originario di Santo Stefano di Camastra — centro messinese celebre in tutto il mondo per la sua secolare tradizione ceramica — affida alle pagine il compito di cristallizzare un’esperienza estetica e antropologica portata avanti con rigore per decenni. In un’epoca dominata dall’immateriale, l’opera GIRARGILLISSIMEVOLMENTEGIRAR si pone come un manifesto di resistenza artigiana. Attraverso questo volume, Tamburello celebra la figura del torniante, restituendo dignità storica al “primo passo” dell’argilla: quel momento magico e primordiale in cui la materia grezza inizia il suo divenire. Non è solo un racconto nostalgico, ma un invito politico e sociale rivolto alle comunità contemporanee affinché riscoprano la nobiltà di un mestiere che fonde tecnica e spirito. Tuttavia, il legame con la propria terra non è fatto solo di celebrazione, ma anche di ferma denuncia. Nel volume CHE SONNO… CHE SOONNO… CHE SOOONNNOO, l’artista affronta il tema del declino e dell’oblio.

L’opera è un atto d’accusa dedicato al Vecchio Cimitero in ceramica di Santo Stefano di Camastra, un vero e proprio “museo a cielo aperto” che attende ancora il pieno riconoscimento e restauro. Dalle prime battaglie del 1975 — definite dal Maestro come il primo “Risveglio artistico” — Tamburello continua a sollecitare le istituzioni affinché le tombe monumentali in ceramica ricevano la tutela necessaria per trasformare il sito in una risorsa di inestimabile valore artistico. Il profilo di Tamburello emerge con forza anche attraverso lo sguardo critico di Tina Taglieri, studiosa d’arte, psicologa e psicoterapeuta. Nel testo SINTESI MAGICA IN TAMBURELLO – VITA E ANEDDOTI, l’autrice riesce a penetrare la naturale riservatezza dell’artista, svelandone il binomio indissolubile tra talento e caparbietà. Esiste un’affinità elettiva tra la Taglieri e Tamburello: la psiche. L’artista messinese ha infatti sempre tradotto nelle sue creazioni i tortuosi processi della mente, rendendo tangibili le astrazioni dell’io attraverso la plasticità della ceramica.
