Il palazzo sede dell'Accademia della Crusca
Da questo pomeriggio a venerdì 14 novembre torna a Firenze La Piazza delle Lingue, manifestazione dell’Accademia della Crusca dedicata alla lingua italiana che giunge quest’anno alla sua quindicesima edizione ed è intitolata: Usi e percezione dei dialetti italiani.
La Piazza si articolerà in tre giornate. Accademici e artisti dialogheranno su dialetto e letteratura, dialetto per il teatro e dialetto nella musica. L’obiettivo è quello di coinvolgere un pubblico ampio e variegato: non solo di specialisti, ma anche e soprattutto di appassionati di letteratura, musica e spettacolo, per riflettere sul ruolo della lingua e del dialetto.
Il via oggi, nella Villa medicea di Castello, sede dell’accademia, in via di Castello 46, alle 17.45. Dopo i saluti delle autorità e del Presidente dell’Accademia Paolo D’Achille, seguiranno gli interventi degli accademici Nicola De Blasi, Annalisa Nesi e Giovanni Ruffino; coordina la Vicepresidente Rita Librandi.
A seguire lo spettacolo tratto da Le ragazze di San Frediano, di Vasco Pratolini, con Daniela Morozzi, Anna Meacci e Chiara Riondino. Regia di Matteo Marsan. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
I dialetti a teatro, giovedì 13 novembre, Sala della Musica del Museo Fondazione Zeffirelli, piazza San Firenze 5, ore 18. Interventi di Paolo D’Achille e Stefania Stefanelli (Scuola Normale Superiore di Pisa).
A seguire lo spettacolo-racconto Milite ignoto Quindicidiciotto, scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta. L’incontro e lo spettacolo sono preceduti da una visita guidata, alle ore 16.30, al Museo Zeffirelli. La partecipazione a entrambi gli eventi è gratuita con prenotazione obbligatoria sul sito coopfi.info/eventi.
I dialetti nella musica contemporanea. La conclusione venerdì 14 novembre ancora nella Villa medicea di Castello, via di Castello 46, dalle 17.45. Lorenzo Coveri (Accademico della Crusca) e Federica Gentile (Giornalista) discutono con i cantanti Dadà e Marco Cambri che eseguiranno alcuni loro brani. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
La Piazza delle Lingue rappresenta per l’Accademia della Crusca il più significativo momento di apertura, di incontro e di comunicazione diretta con il pubblico. Questo anche il senso del sostegno di Unicoop Firenze, del Ministero della Cultura e dell’Associazione Amici dell’Accademia della Crusca alla manifestazione.
L’iniziativa, curata dalla vicepresidente dell’Accademia della Crusca, Rita Librandi, si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con i patrocini della Regione Toscana e del Comune di Firenze; è organizzata dall’Accademia della Crusca, con il contributo del Ministero della Cultura, di Unicoop Firenze, in collaborazione con la Fondazione Franco Zeffirelli e l’Associazione Amici dell’Accademia della Crusca.
«Quest’anno abbiamo deciso di dedicare La Piazza delle Lingue ai dialetti: può sembrare una scelta un po’ insolita, perché si pensa che l’Accademia della Crusca si occupi soltanto della lingua italiana – ha spiegato Rita Librandi, vicepresidente dell’Accademia. – In realtà la situazione linguistica italiana è da sempre caratterizzata dal plurilinguismo, dalla convivenza pacifica tra italiano e dialetti. E che questa convivenza sia pacifica lo dimostra il fatto che, nonostante negli anni Sessanta molti linguisti ne avessero previsto la scomparsa, i dialetti non sono affatto morti. Restano vivi nel cuore delle persone, anche di chi parla quotidianamente l’italiano o una sua varietà regionale. Il dialetto è l’espressione dell’attaccamento alla “piccola patria”, che però non allontana dalla “grande patria”.
Negli ultimi decenni i dialetti hanno conosciuto una grande vitalità nelle arti – dalla musica al teatro, alla letteratura – e oggi compaiono persino nella pubblicità. Con questa edizione della Piazza vogliamo capire come gli italiani percepiscano i dialetti: se li considerino qualcosa da cui prendere le distanze o, al contrario, un patrimonio affettivo che li lega ai genitori e ai nonni.
La manifestazione si articolerà in momenti di riflessione – con interventi di accademici e studiosi esperti di dialettologia – e in momenti di spettacolo, che porteranno i dialetti sulla scena».
