"Ineffabile LEA" (Bologna, 31 ottobre 2025-16 marzo 2026) Museo Ottocento Bologna

Dal 31 ottobre 2025 al 16 marzo 2026, presso il Museo Ottocento Bologna, sito nel capoluogo emiliano in piazza San Michele n. 4 c, sarà visitabile la mostra Ineffabile Lea dedicata all’artista Lea Colliva, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 luglio del 1975.
Curata da Beatrice Buscaroli e da Francesca Sinigaglia, l’esposizione – costituita da più di 80 dipinti, alcuni mai visti prima, molti dei quali messi a disposizione dalla Fondazione Bertocchi Colliva di Monzuno – delinea in modo inedito le varie fasi pittoriche della Colliva.
Si potranno ammirare le opere da lei realizzate partendo da un suo primo periodo di contatto completo con la natura, avendo come soggetto le colline del territorio di Monzuno. Vi saranno poi i dipinti caratterizzati dal suo stile materico, che appartengono al periodo dagli anni ‘50 del secolo scorso in poi, in cui l’artista si era liberata sempre più dalle radici che la tenevano “a terra”, portandola a una completa fase di astrazione.
La mostra sarà poi corredata da catalogo monografico bilingue e a colori, a cura di Francesca Sinigaglia, con approfondimenti inediti sulla vita e sulla carriera dell’artista. I visitatori potranno così ripercorrere, attraverso le opere, i riti di passaggio, le vittorie ma anche le sconfitte della Colliva, avendo la consapevolezza che lei rimarrà per sempre indefinibile, libera e, soprattutto ineffabile.
L’esposizione costituisce pertanto un percorso di formazione interiore; un viaggio alla scoperta di una coscienza privata – quella dell’artista – sempre più accanitamente forte, a mano a mano che la stessa percorreva le tappe della propria vita artistica lunga cinquant’anni.
Considerata un’artista cruda, libera e in continua germinazione, la Colliva viene oggi studiata attraverso la rilettura di tutte le fonti critiche precedenti messe a confronto, per la prima volta, con un’indagine sotto la lente d’ingrandimento, condotta da Francesca Sinigaglia grazie al contributo dell’archivio della Fondazione Bertocchi Colliva di Monzuno. Alla valorizzazione delle opere della pittrice ha poi contribuito la sorella Renata, che riordinò le sue carte.
Da sempre considerata autodidatta dalla critica, le ultime ricerche hanno rilevato tutt’altro: fin da giovanissima frequentò infatti lo studio di Flavio Bertelli (1865-1941) in via del Poggiale, condividendo i suoi interessi artistici con i colleghi Nino Bertocchi (1900-1956), Ferruccio Giacomelli (1897-1987), Giovanni Romagnoli (1893-1976) e Nino Corrado Corazza (1897-1975); ovvero con le personalità che avrebbero alimentato la scena artistica e critica tra gli anni ‘20 e ’40 del secolo scorso; dapprima sulla scia del nuovo naturalismo “bertelliano” e poi con la rivista L’Orto di cui la Colliva fu co-fondatrice.
L’artista partecipò poi, su invito, alle Quadriennali Romane e alle Biennali di Venezia, ricavandosi un seguito internazionale con dipinti conservati in numerose collezioni pubbliche e private. Per più di un ventennio, inoltre, insegnò all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ottenendo, nel 1972, l’onorificenza di «Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana».
