Il caso Regeni torna al centro del dibattito civile, a Napoli il docufilm. M. Manfredi
Di Mario Conforto
La vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016, torna al centro dell’attenzione pubblica con un’iniziativa dedicata alla memoria e alla ricerca della verità. Lunedì 8 giugno, alle ore 15, nell’Auditorium del Palazzo di giustizia al Centro direzionale di Napoli, sarà proiettato il docufilm ‘Giulio Regeni. Tutto il male del mondo’, alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, invitato dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli.
La storia di Regeni continua a rappresentare una delle vicende più dolorose e controverse della recente cronaca italiana. Dottorando dell’Università di Cambridge, il ventottenne stava svolgendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani quando scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016, nel giorno dell’anniversario della rivoluzione egiziana. Dopo giorni di ricerche e appelli internazionali, il suo corpo fu rinvenuto il 3 febbraio lungo l’autostrada che collega la capitale egiziana ad Alessandria. Le condizioni della salma rivelarono segni evidenti di torture e violenze protratte nel tempo.
Da allora la famiglia Regeni, affiancata dai propri legali, ha intrapreso una lunga battaglia giudiziaria e civile per ottenere l’accertamento delle responsabilità. La vicenda ha assunto una rilevanza internazionale, coinvolgendo i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto e alimentando un vasto movimento di solidarietà che negli anni ha coinvolto istituzioni, università, associazioni e amministrazioni locali.
In questo contesto si inserisce il docufilm diretto dal regista Simone Manetti, che ripercorre le tappe del rapimento, delle torture e dell’omicidio del giovane studioso friulano, ricostruendo il lungo percorso giudiziario e umano che accompagna da oltre dieci anni la richiesta di verità e giustizia. L’opera si avvale delle testimonianze dei familiari e dell’avvocata della famiglia, offrendo una ricostruzione fondata sugli atti processuali e sulle deposizioni raccolte nel corso degli anni.
«È molto importante mantenere viva la memoria e l’attenzione sulla drammatica uccisione del ricercatore friulano affinché venga finalmente fatta chiarezza su quanto accaduto in Egitto ed i suoi genitori, e l’Italia intera, possano ottenere verità e giustizia», ha dichiarato Manfredi alla vigilia dell’iniziativa.
La proiezione napoletana si inserisce nel quadro delle iniziative dedicate al caso Regeni e alla sua memoria, riportando l’attenzione sugli sviluppi giudiziari e sulle richieste di accertamento delle responsabilità legate alla morte del ricercatore italiano.
