Fotografia - Tracce fiorentine: Massimo D'Amato
Martedì 8 luglio alle ore 19.00, la Trattoria 4 Leoni di Firenze ospiterà l’inaugurazione della mostra fotografica di Massimo D’Amato, terzo appuntamento del ciclo Fotografia – Tracce Fiorentine.
La rassegna è ideata e curata dalla storica dell’arte Anna Maria Amonaci e promossa da Stefano Di Puccio, anima culturale dell’Oltrarno fiorentino e titolare della trattoria, da anni punto di riferimento non solo culinario ma anche artistico, rimarrà aperta fino al 3 settembre 2025. Il progetto coinvolge sei autori – Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D’Amato, Lapo Pecchioli, Gianluca Sgherri e Mario Strippini – accomunati da un rapporto profondo con Firenze, anche se appartenenti a generazioni diverse. Il titolo della rassegna, Tracce Fiorentine, rimanda all’idea che un luogo lasci segni indelebili in chi lo vive, ispirandosi a una riflessione di Giorgio Vasari sull’influenza del territorio sugli stili artistici. Anche la fotografia, come la pittura, assorbe forme, ritmi e contrasti del paesaggio, restituendoli attraverso lo sguardo del fotografo.

Massimo D’Amato, classe 1954, originario di Pisa ma fiorentino d’adozione, ha costruito un percorso fotografico coerente e articolato, con una particolare attenzione alla dimensione umana, storica e sociale. Dopo un lungo periodo come fotografo di scena – collaborando con il Teatro Comunale di Pisa, l’ORT e il Teatro di Rifredi – nel 1994 parte per documentare la vita quotidiana nelle aree di guerra dell’ex-Jugoslavia, aprendo una nuova fase della sua ricerca, più impegnata civilmente.
Negli anni successivi si dedica a progetti sulla migrazione, il lavoro, la memoria collettiva. Tra i più importanti: La città che non conosci (1998), dedicato agli immigrati a Firenze, Stazione Senegal (1999), Q5. Un quartiere nella storia (2004), Fra la terra l’aria e l’acqua (2004), Vite Narrate (2008), La fabbrica di Boccadarno (2008).
Il suo lavoro si distingue per l’attenzione ai dettagli, ai volti e ai cambiamenti lenti del paesaggio. Nel 2012 partecipa alla Biennale Internazionale di Casablanca con immagini realizzate in Marocco, segnando una svolta più artistica nella sua produzione. Recentemente, nel gennaio 2025, ha presentato a Palazzo del Pegaso Ritratti Rifiutati, serie di fotografie che trasformano oggetti urbani abbandonati in testimonianze visive del nostro impatto sociale e ambientale.
Per la mostra ai 4 Leoni, D’Amato propone immagini in cui la natura è al centro della scena. Fotografie pulite, essenziali, ma cariche di forza evocativa, in cui si intrecciano bellezza formale e riflessione sociale. La composizione rigorosa e la luce attenta raccontano il presente con uno sguardo che affonda nel passato, soprattutto nei temi legati all’archeologia industriale e al rapporto fra individuo e ambiente.
La rassegna proseguirà con: Lapo Pecchioli, il 10 settembre, Gianluca Sgherri, il 5 novembre, Mario Strippini, dal 14 gennaio al 15 marzo 2026.
Tracce Fiorentine è frutto della collaborazione tra Amonaci e Di Puccio, già attivi insieme fin dal 2005, con esposizioni e iniziative culturali che hanno reso la Trattoria 4 Leoni un luogo dove arte e vita quotidiana si incontrano nel cuore pulsante dell’Oltrarno.
