Fausto Bertinotti presenta il libro : «La sinistra che non c’è»
di Mario Conforto
Venerdì 7 novembre, alle ore 17:30, il Palazzo dell’Orologio di Pomigliano d’Arco diventa teatro di un confronto di rara intensità. Fausto Bertinotti, già presidente della Camera dei Deputati e storico dirigente della sinistra italiana, incontra il pubblico per presentare la sua ultima opera, ‘La sinistra che non c’è’, edita da Rai Libri.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Città Aperta nell’ambito del ciclo «Dialogo con…» e in collaborazione con La Scala dei Sogni, sarà moderata dalla giornalista Lucia Grimaldi, direttore di BelvedereNews 2.0, con gli interventi di Gianluca Aceto e Giovanni Salomone.
Ma più che una semplice presentazione, l’incontro promette di essere un atto politico e culturale: un tentativo di rimettere al centro la parola “sinistra” svuotata, secondo l’autore, dal suo senso originario.
Nel volume, Bertinotti compie una ricognizione severa e lucida sulle ragioni del naufragio del pensiero progressista, in Italia e in Europa. Dalla sconfitta operaia alla Fiat nel 1980 alla caduta del Muro di Berlino, dalla subordinazione della politica alla finanza fino all’accettazione della guerra come strumento legittimo, il percorso tracciato dall’ex leader di Rifondazione Comunista è quello di una lunga resa.
«La sinistra – osserva l’autore – ha smarrito la sua rotta: ha rinunciato a essere forza di trasformazione per diventare ingranaggio del sistema».
Tuttavia ‘La sinistra che non c’è’ non è un requiem, ma un appello al risveglio. Bertinotti invita a “tirare il freno d’emergenza” prima della catastrofe, recuperando immaginazione radicale, autonomia di pensiero e coraggio del dissenso. «La politica – scrive – deve tornare progetto di cambiamento, non mera gestione dell’esistente».
La riflessione attraversa quarant’anni di storia italiana e personale, ma conserva il tono del testamento morale: una confessione che è anche un invito a ricominciare. Il libro, uscito nel 2025 per Rai Libri, è stato accolto dalla critica come una delle analisi più dense e disincantate sullo stato della sinistra contemporanea.
Nato a Milano nel 1940, Fausto Bertinotti ha percorso tutti i sentieri del movimento operaio: sindacalista nella CGIL, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista (1994-2006), presidente della Camera dei Deputati nel governo Prodi II. Oggi, alla soglia degli ottantacinque anni, conserva lo sguardo curioso e polemico di chi non ha mai smesso di interrogare la realtà.
L’appuntamento di Pomigliano si preannuncia dunque come un momento di riflessione collettiva: non solo sul destino della sinistra, ma sulla stessa possibilità della politica di tornare a essere progetto, visione, sogno condiviso.
L’ingresso è libero, e partecipare significa — come recita la nota dell’organizzazione — «contribuire a riaccendere il pensiero critico, con passione, con idee, e con la volontà di cambiare».
Pomigliano d’Arco, città di fabbrica e di memoria, diventa così il luogo simbolico in cui l’ex presidente della Camera invita a guardare la crisi non come un tramonto, ma come un nuovo inizio.
