Fanon, la mente e la rivolta: a Napoli il pensiero che attraversa un secolo

Di Mario Conforto
L’incontro di Napoli: un dialogo internazionale su Fanon
Durante la serata di martedì 25 novembre, alle ore 18, la libreria Ubik in via Benedetto Croce 28 diventerà il fulcro di un confronto internazionale dedicato a Frantz Fanon, figura cardine della critica anticoloniale e della psichiatria impegnata.
L’iniziativa, promossa a Napoli – città che negli ultimi anni si è affermata come uno dei principali luoghi europei di elaborazione fanoniana – ruota attorno all’articolo di Alessia J. Magliacane, “Frantz Fanon e la nascita della psicologia di massa”, pubblicato sul numero 4/2025 della rivista Critica marxista.
Accanto all’autrice interverranno lo psichiatra Adolfo Ferraro, il giurista Pasquale Policastro, e, in collegamento dal Brasile, lo psichiatra di Fort Lauderdale Rogério Paz e la psicoanalista Liége Horst Didonet.
Una platea di studiosi dunque variegata, che intreccia discipline e latitudini, a conferma della densità globale dell’eredità fanoniana.
La ricerca di Magliacane: Fanon oltre il mito politico
Nel saggio accolto da Critica marxista, Magliacane rilegge Fanon mettendo in luce la sua capacità di trasformare la clinica psichiatrica in uno strumento critico contro le forme di dominio coloniale.
L’autrice evidenzia come la violenza imperialista non ferisca solo le strutture economiche o le istituzioni, ma penetri nella psiche individuale e collettiva, generando sofferenze che si sedimentano nei comportamenti di massa.
Questa chiave interpretativa riporta Fanon al centro del dibattito contemporaneo: non soltanto un militante rivoluzionario, ma un medico che scardina le categorie della psichiatria tradizionale per mostrare come il malessere del colonizzato sia il risultato di un sistema di oppressione storicamente costruito.
La terapia, in questa visione, non può essere sottratta al processo di liberazione.
Quando la psichiatria diventa azione collettiva
La riflessione di Magliacane illumina la coerenza tra l’indagine clinica di Fanon e la sua elaborazione teorica.
Il recupero dell’identità da parte dei popoli sottomessi è, per l’autore martinicano, il frutto di una dinamica condivisa, un percorso di disalienazione capace di trasformare la sofferenza in energia politica.
La rivoluzione non è solo l’atto di opporsi al dominio, ma il momento in cui le masse riacquistano voce, immagine e presenza nel mondo.
Napoli, crocevia della memoria fanoniana
L’appuntamento di Ubik si inserisce in un più ampio percorso che ha reso Napoli un punto di riferimento per la Fondazione Frantz Fanon di Londra e per Mireille Fanon Mendès-France, figlia del pensatore e già delegata ONU per la Palestina.
La studiosa ha scelto il capoluogo campano come luogo privilegiato per le celebrazioni del centenario della nascita del padre, collaborando con Magliacane in molte iniziative internazionali.
Quest’ultima, infatti, ha già curato una due-giorni tra cinema e accademia presso l’Università L’Orientale, insieme ai docenti Gina Annunziata, Miguel Mellino e Valeria Saggiomo, con il sostegno del rettore.
Successivamente, la commemorazione si è estesa da New York a Berkeley – dove è intervenuta Angela Davis – fino a Salvador, Rio de Janeiro e Porto Alegre, confermando l’attualità di un pensatore morto giovanissimo ma rimasto al centro della cultura dissidente mondiale.
Critica marxista e l’omaggio a Fanon
Il numero autunnale di Critica marxista raccoglie un omaggio e una ricognizione dell’opera di Fanon a cura di Magliacane, Nino Ferraiuolo, Alberto Leiss e Guido Liguori, e sarà al centro dell’appuntamento napoletano.
L’incontro sarà arricchito da un contributo audiovisivo: il filmato “Basaglia chi?” della videomaker senese Alice Rubino.
Un lascito che parla al presente
In un’epoca segnata da nuove forme di razzismo, migrazioni traumatiche e crescente disagio psichico, Fanon torna a interrogare il rapporto tra violenza sistemica e identità.
L’incontro di Napoli rappresenta così un’occasione per riscoprire un autore che continua a offrire strumenti interpretativi contro ogni forma di oppressione, e che ancora oggi ispira movimenti, analisi e pratiche di emancipazione.
