digitradio.it DIGITLIBRI 10^puntata

Infilarsi in una strada inaspettatamente piena di buche e poi recuperare, seppur faticosamente, un cammino verso la serenità?
Cesare (nome di fantasia), protagonista del libro Nessuno nasce imparato (Homeless Book, pp. 60, 10 euro), ci dimostra che è possibile. Lo fa attraverso l’autrice, Alberta Biressi, che gli dà voce senza risparmiare le brutali conseguenze di determinati atti da lui compiuti.
Nato e vissuto a Roma, sessant’anni compiuti da qualche anno, incontra Alberta in occasione delle messe domenicali, al termine delle quali, invitato dal parroco, prende in mano il microfono e si racconta all’assemblea.
La Biressi, incuriosita dal suo coraggio e dai suoi trascorsi, decide di parlargli privatamente, invitandolo ad aprirsi ulteriormente e chiedendogli, in un secondo momento, di poter fare della sua vita un racconto; uno dei tanti che lei ama scrivere da tempo.
I lettori scoprono così il motivo principe – ma anche il contesto culturale di contorno – che lo ha portato ad incanalare la sua vita in un lungo e tortuoso percorso dominato da droga e criminalità.
Il racconto non vuole imporre una morale ma semplicemente essere un esempio concreto di come ci possa sollevare e ripartire, portandosi sulle spalle un bagaglio di consapevolezza divenuta fondamentale. Ma soprattutto di come si possa – ci piacerebbe poter affermare “si debba” – trasformare un’esperienza negativa in un’opportunità per i giovani, ma non soltanto, – per preservarli da un percorso similare.
Dalle pagine traspaiono poi l’importanza della presenza di una famiglia – nel vero senso della parola – e le conseguenze della sua assenza.
La Biressi ha in programma un nuovo ciclo di incontri con Cesare quindi ci sarà probabilmente un seguito a Nessuno nasce imparato.
Buon ascolto!
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