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Storia di Alice, donna sull’orlo di un abisso alcolico
La fine di una relazione logorante e un improvviso crollo emotivo spingono Alice, insegnante poco più che trentenne, a guardare in faccia il proprio abuso decennale di alcol. Nel romanzo 8.6 gradi di separazione, (edizioni Nottetempo) Giulia Scomazzon affida alla prima persona un racconto che sembra il diario di una donna intrappolata in una spirale autodistruttiva, tanto da far pensare a una confessione autobiografica.
Non lo è, ma la scelta narrativa costruisce una gabbia claustrofobica in cui il lettore respira la stessa mancanza d’aria della protagonista.
Alice tenta più volte di rialzarsi: psicologi, psichiatri, Alcolisti Anonimi, servizi territoriali, incontra suo malgrado perfino il lavoro agricolo. Nulla però riesce a incrinare davvero la sua convinzione che la sobrietà sia un’imposizione più che una liberazione.

Intanto la provincia veneta che credeva di detestare la richiama nelle sue abitudini: un lavoro frustrante, aperitivi compulsivi, una socialità che a macchia di leopardo si regge sull’alcol più che sulle relazioni. Casa, scuola, supermercato, bar: luoghi che diventano rifugi e prigioni insieme, spazi che la proteggono solo al prezzo della sua invisibilità.
La scrittura serrata della Scomazzon, che procede senza andare mai a capo, restituisce il ritmo di un pensiero che non trova tregua. L’alcol, spesso mescolato a droghe leggere e benzodiazepine, trascina Alice sempre più giù, mentre i tentativi di aiuto si infrangono contro la sua incapacità di uscire dalla gabbia che lei stessa ha costruito. Neppure Giacomo, il compagno animato da buone intenzioni, riesce a scalfire quel muro.
Scomazzon ha raccolto testimonianze reali di chi ha conosciuto l’alcolismo dall’interno, e questo conferisce al romanzo una crudezza autentica. Alice appare schiacciata da sensi di colpa e abitudini che sembrano immutabili, ma tra le pieghe del buio resta un varco: la possibilità che un nuovo incontro, o forse un nuovo sguardo su sé stessa, possa incrinare la sua vocazione alla scomparsa e aprire uno spiraglio verso una vita diversa.
