Dialoghi di Pistoia premia Emmanuel Carrère

Si è conclusa la diciassettesima edizione dei Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo promosso da Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli. Dal 22 al 24 maggio, la città ha ospitato tre giornate di incontri, dialoghi, passeggiate, proiezioni e appuntamenti dedicati al tema “Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano”. Un titolo che ha attraversato il presente con sguardo ampio, mettendo al centro il corpo non soltanto come materia biologica, ma come luogo di identità, memoria, fragilità, trasformazione e relazione.
Il festival si è aperto con il professor Vittorio Lingiardi, protagonista dell’incontro “Dal corpo non si scappa”. Un avvio particolarmente significativo, quasi una dichiarazione di intenti: il corpo è ciò che siamo, ciò che abitiamo, ciò che ci espone al mondo. È presenza, limite, desiderio, vulnerabilità, linguaggio. Da questa soglia si è sviluppato il percorso dei Dialoghi, che anche quest’anno hanno confermato la propria vocazione: leggere il contemporaneo attraverso sguardi diversi, capaci di intrecciare antropologia, filosofia, letteratura, storia, scienza, arte, musica e società.

Tra i grandi ospiti della prima giornata anche il professor Alessandro Barbero, che con l’incontro “Il corpo nel Medioevo, tra scienza e fede” ha condotto il pubblico in un viaggio storico dentro un’epoca in cui il corpo era insieme enigma, simbolo, disciplina e destino. Accanto a lui, molti altri protagonisti hanno contribuito a comporre una mappa ricca e plurale dell’umano: dalla riflessione sulla crescita e sulla violenza adolescenziale alla storia del tatuaggio, dal rapporto con il dolore alla maturità, dalla cura alla memoria digitale, fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e della robotica. Il corpo, in questa edizione, è apparso in tutte le sue forme: corpo che cambia, corpo che resiste, corpo che invecchia, corpo che si racconta, corpo che soffre, corpo che cerca nuove possibilità.
Gli incontri con Paolo Nori, Lidia Ravera, Davide Sisto, Luigina Mortari, Jeffrey Schnapp, Benedetta Tobagi e molti altri hanno restituito l’immagine di un’umanità in movimento, continuamente chiamata a ridefinire i propri confini. Non un corpo fermo, dunque, ma un corpo attraversato dal tempo, dalla cultura, dalla tecnologia, dalla malattia, dalla memoria e dal desiderio di futuro. A chiudere il festival è stato il maestro Giovanni Allevi, in dialogo con l’antropologo Adriano Favole, nell’incontro “Abitare il corpo ferito. Quando la Musica nel dolore cerca l’infinito”. Una conclusione intensa e profondamente coerente con il tema dell’edizione. Allevi ha portato al centro della scena l’esperienza del corpo fragile, ferito dalla malattia, ma anche capace di trasformare la sofferenza in ricerca spirituale, in resistenza poetica, in gesto creativo. La musica, nel suo racconto, diventa una forma di dialogo con il dolore e, insieme, una possibilità di apertura verso l’infinito.
Ma il cammino dei Dialoghi non si ferma con la chiusura del festival. Mercoledì 3 giugno, alle ore 17.30, al Teatro Bolognini di Pistoia, sarà consegnata la decima edizione del Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia allo scrittore francese Emmanuel Carrère, tra le voci più importanti e originali della letteratura contemporanea.

Scrittore, sceneggiatore e regista, Carrère ha costruito un’opera capace di muoversi tra autobiografia, inchiesta, romanzo e racconto del reale. Nei suoi libri, da “L’Avversario” a “Limonov”, da “Yoga” a “V13”, la vita individuale diventa spesso una lente per osservare le inquietudini collettive del nostro tempo. La sua scrittura attraversa i confini tra letteratura, giornalismo, memoria personale e riflessione civile, mettendo in gioco l’autore stesso come parte viva della narrazione.
Dopo la consegna del premio, Carrère dialogherà con Paolo Di Paolo nell’incontro “Il corpo della scrittura”, dedicato alla sua opera e alla sua capacità di trasformare l’esperienza personale in racconto universale. Un titolo che sembra raccogliere idealmente l’eredità del festival appena concluso: dopo il corpo vissuto, fragile, ferito, trasformato, arriva il corpo della parola, della memoria e della scrittura.

Il Premio, promosso da Fondazione Caript nell’ambito dei Dialoghi di Pistoia, viene assegnato ogni anno a personalità che abbiano posto al centro del proprio lavoro il valore del dialogo, della conoscenza e dello scambio tra culture. Nelle precedenti edizioni è stato conferito a figure di grande rilievo internazionale, tra cui David Grossman, Wole Soyinka, Vandana Shiva, Claudio Magris, Dacia Maraini, Amitav Ghosh, Corrado Augias e Chiara Saraceno. Con Emmanuel Carrère, i Dialoghi di Pistoia proseguono dunque la loro riflessione sulla complessità del presente e sulle forme del racconto. Dal corpo ferito del maestro Allevi al corpo della scrittura di Carrère, il festival lascia in eredità una domanda essenziale: come possiamo continuare a comprendere l’umano, nelle sue fragilità e nelle sue infinite metamorfosi?
