A Palazzo Foscolo di Oderzo, prende vita una delle mostre più suggestive della primavera 2026: “Dalí e Martini, nel segno di Dante”, un progetto espositivo che intreccia il genio visionario di Salvador Dalí con l’intensità grafica di Alberto Martini, nel segno eterno della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Organizzata dalla Fondazione Oderzo Cultura e inserita nel programma celebrativo per i 150 anni dalla nascita di Martini, la mostra è visitabile dal 24 aprile al 28 giugno 2026 e rappresenta il primo appuntamento del progetto “Incursioni in Pinacoteca”.
Il cuore dell’esposizione è un dialogo artistico inedito: da un lato le 36 xilografie di Dalí dedicate alla Divina Commedia, dall’altro i disegni di Martini. Le opere del maestro catalano, nate a partire dagli acquerelli realizzati negli anni ’50, traducono in immagini il viaggio ultraterreno dantesco con un linguaggio surreale, fatto di visioni oniriche e simbolismi potenti.
Martini, invece, offre una lettura più inquieta e simbolista, capace di scavare nella dimensione psicologica e drammatica del poema. Il risultato è un confronto affascinante tra due sensibilità lontane nel tempo e nello stile, ma unite dalla stessa fonte letteraria.
La mostra si configura come un doppio percorso: quello narrativo di Dante tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, e quello interiore degli artisti che reinterpretano il testo con linguaggi visivi distinti. Un viaggio che diventa anche esplorazione dell’inconscio, dove la parola poetica si trasforma in immagine.
In questo senso, l’esposizione non è solo un omaggio al Sommo Poeta, ma anche una riflessione sulla capacità dell’arte di attraversare epoche e stili, generando nuove connessioni.
“Dalí e Martini, nel segno di Dante” si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio artistico locale e internazionale. La collaborazione con il Museo Simon Benetton arricchisce ulteriormente il percorso espositivo, offrendo al pubblico opere di grande valore e raramente visibili.
L’iniziativa conferma come la contaminazione tra linguaggi – pittura, incisione, letteratura – possa dar vita a esperienze culturali immersive, capaci di parlare tanto agli appassionati d’arte quanto a un pubblico più ampio.
In un’epoca in cui il dialogo tra discipline è sempre più centrale, questa mostra rappresenta un esempio riuscito di come il passato possa essere reinterpretato attraverso lo sguardo di artisti diversi. Dalí e Martini, guidati dalla voce di Dante, ci accompagnano in un viaggio che è al tempo stesso estetico e interiore, dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolve.
Un appuntamento imperdibile per chi vuole riscoprire la Divina Commedia attraverso gli occhi dell’arte.
