Dal Dipartimento Culture e Società dell'Università di Palermo l'ulivo al prof. Andrea Cozzo
Università di Palermo: l’ulivo al prof. Andrea Cozzo
Lo studio e la conoscenza, nella loro libertà, hanno un compito sociale, che ogni istituzione ad esse deputate e ogni docente, qualunque sia il suo campo di ricerca scientifica e di impegno didattico, dovrebbero sempre tenere presente: la costruzione della pace con mezzi pacifici, particolarmente nell’oscurità del tempo attuale, è una delle forme che quel compito sociale è importante che assuma.
Ieri, 30 aprile, decisa dal Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, presso il Campus Universitario di Palermo, in Viale delle Scienze, dinanzi all’ Edificio 15, è avvenuta la piantumazione di un albero di ulivo, dedicato al professore Andrea Cozzo, docente di Lingua e Letteratura Greca presso l’Università di Palermo, per il suo pensionamento. Il professore Cozzo ha espresso gratitudine e commozione per il gesto, alla presenza di compagni di viaggio e d’avventura, di colleghi, ex studenti, adesso docenti a scuola, e del professore Salvatore Nicosia, docente emerito di Lingua e Letteratura Greca e presidente dell’ Istituto Gramsci Siciliano, centro di raccolta e studio della storia siciliana.
Di seguito si è svolta la presentazione del recente libro di Andrea Cozzo, “Media di guerra e media di Pace in Ucraina”, (Edizioni Mimesis), che rappresenta uno studio approfondito sull’importanza della comunicazione nonviolenta, sulla responsabilità di giornalisti e comunicatori nella mediazione del dibattito politico per una corretta fruizione delle notizie da parte di un pubblico sempre più immerso, di contro, in contesti comunicativi tossici, dove la guerra è spesso presentata unica soluzione ai conflitti, influenzandone le valutazioni critiche. Interessante, a tal proposito, la seconda parte del saggio, dove, facendo riferimento a studiosi di spessore, come il sociologo Johan Galtung, si offrono buone prassi e una sorta di decalogo di comunicazione di pace, focalizzando alternative agli errori più diffusi nel riferire un fatto di cronaca. L’opzione nonviolenta, d’altronde, si nutre anche di esempi e riflessioni tratti dal repertorio di testi classici di cultura greca, da Tucidide a Platone ad Aristotele, a cui il professore Cozzo ha dedicato tempo e studio. Tale approfondimento, infatti, inizia per lo studioso e formatore negli anni ’90, grazie anche a esperienze personali in cui la sperimentazione delle buone prassi comincia dal confronto con l’ “altro”, durante eventi come l’occupazione della Pantera. Di seguito la scrittura di qualche saggio ed esperienze come laboratori tenuti anche per le forze dell’ordine di Polizia e della Guardia di Finanza, con successo, hanno fatto sì che Andrea Cozzo, dopo essersi dedicato per metà del suo tempo alla ricerca sulla Grecia antica e per l’altra metà a quella sulla nonviolenza, tra articoli e libri, abbia scelto di catalizzare la sua ricerca sulla seconda tematica, in concomitanza con l’involuzione della società verso dinamiche sempre più aggressive: di qui saggi come “Tra comunità e violenza…”, 2001; “Sapere e potere…”, 2002, per arrivare alla nonviolenza NELLA Grecia antica “Nel mezzo. Microfisica della mediazione nella Grecia antica”, 2014, “Riso e sorriso e altri saggi sulla nonviolenza nella Grecia antica”, 2018 etc.
Anche l’epistemologia/antropologia del suo campo (l’antichistica, cfr. “La tribù degli antichisti…”) e nelle scienze dure, su cui il professore Cozzo ha tenuto lezioni per docenti dell’ Ateneo e di scuola, è stata una grande occasione per allargare gli orizzonti. Un impegno che continuerà anche adesso, in nuove forme.
A tal proposito Andrea Cozzo ha voluto dedicare questo ulivo alla Flotilla e a tutte le persone e associazioni che, in Palestina, in Israele e ovunque, lottano per la pace “con mezzi pacifici”.
Gesti come questo assumono un sapore e una valenza simbolica autentici, e ci auguriamo che il loro valore possa dilatarsi, così, da una dimensione personale a una più ampia, raggiungendo la comunità civile e, in particolare, le generazioni degli studenti che si avvicendano, di annualità in annualità, in Ateneo.