Da Capaci (PA) la proposta di obiezione di coscienza e di servizio civile per custodire e promuovere una cultura di Pace
“Venti di guerra: riflessioni sui conflitti e sulla prospettive di pace” è il titolo dell’evento che si è tenuto a Capaci giovedì 16 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Macina di Palazzo Conti Pilo, un incontro pubblico aperto alla popolazione che ha visto la presenza di una flusso trasversale di pubblico.
Hanno partecipato al dibattito: il professore Andrea Cozzo, già docente di Lingua e Cultura Greca presso l’Università di Palermo, autore di diversi saggi di studio su cultura di Pace e buone prassi volte a disinnescare i conflitti e a prevenirli, e componente del movimento non violento; Enzo Sanfilippo, componente della Comunità dell’Arca; Mariella Pasinati di “Presidio donne per la Pace di Palermo” nota per il suo impegno con le donne per la pace a diversi livelli; rappresentanti delle istituzioni come il sindaco di Capaci Pietro Puccio, che ha accolto l’iniziativa con grande disponibilità, e l’assessora Fiorenza Giambona che ha coordinato e moderato l’incontro.
I relatori hanno dialogato offrendo esempi concreti di stili di vita di supporto alla non violenza e hanno riflettuto sul valore della fratellanza come alternativa alle cause che, alla radice, consentono, purtroppo, ai conflitti di proliferare e moltiplicarsi.
Fulcro dell’iniziativa è stata la possibilità per il Comune di Capaci di farsi da “apri -pista” e lanciare una iniziativa concreta per costruire una Cultura di Pace e di Non Violenza dal basso.
Il Sindaco Pietro Puccio ha, infatti, pubblicamente annunziato che, in ottemperanza alla normativa vigente, il Comune di Capaci, primo in Italia, informerà i giovani interessati della possibilità di svolgere forme di servizio e di difesa alternative all’uso delle armi e s’impegna a trasmetterne le eventuali dichiarazioni al Ministero della Difesa.
Come ha anche ribadito Enzo Sanfilippo insieme ai presenti “Ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa i nominativi dei giovani che, compiendo i 17 anni di età, sono d’ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all’obbligo di leva (attualmente sospeso, non abolito). É bene ricordare, infatti, che la nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e che, con una apposita legge (D. Lgs. n. 66 del 15.93.10), è stato solo SOSPESO (ma non ABOLITO) l’istituto della leva militare obbligatoria per tutti i cittadini maschi tra i 18 e i 45 anni. Le amministrazioni locali, però, possono recepire e segnalare la volontà dei giovani che, in caso di chiamata, sono intenzionati a dichiararsi sin d’ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili a forme di difesa nonviolenta”.
Piccoli grandi gesti che aiutano a esprimere una prospettiva “altra” e a promuovere una visione possibile: risolvere i conflitti costruendo una alternativa di impegno e di formazione continua sulla diffusione di buone prassi volte a disinnescare i conflitti alla radice, che escludano la guerra dall’ orizzonte della vita sociale a livello individuale e collettivo, senza “se” e senza “ma”, per rilanciare l’utopia possibile dei costruttori di quella “Pace disarmata e disarmante”, adoperando l’ormai nota espressione rilanciata da Papa Leone XIV, all’inizio del suo pontificato, trasformandola in gesti concreti, incardinati nella nostra vita di cittadini.
