Carmen Longo, a Bologna il sessantesimo anniversario della sua scomparsa

Il 28 gennaio scorso si è celebrata la sessantesima commemorazione della strage all’aeroporto di Brema, l’incidente aereo in cui persero la vita tutti i 42 passeggeri, oltre a 4 membri dell’equipaggio.
Il Convair CV-440, il volo di linea Lufthansa 005, decollato il 28 gennaio 1966 alle ore 17,41 da Francoforte, alle ore 18,51 si schiantò, incendiandosi in fase di atterraggio.
Quella che fu definita “la strage di Brema” costituì il più grave lutto mai accaduto per il nuoto italiano. Sul volo era infatti presente, fra gli altri, una delegazione della Nazionale Italiana Nuoto. Era diretta al Meeting internazionale di Brema, la prestigiosa gara che si sarebbe dovuta svolgere proprio nella città tedesca. E che, di fatto, si tenne nonostante il lutto. Fu deciso di lasciare vuota la corsia inizialmente messa a disposizione degli atleti italiani e di porre una corona di fiori vicino al rispettivo trampolino.
Il cielo freddo e nebbioso che quel giorno imperava su Brema si portò via – oltre alle loro giovanissime vite e ai loro sogni – gli atleti migliori della Nazionale Italiana Nuoto, selezionati appositamente per un evento ritenuto di primaria importanza.
Questi i nomi, indicati in ordine alfabetico, delle 7 giovanissime vittime, con le relative specialità: Bruno Bianchi (capitano della squadra), Amedeo Chimisso (mistista e dorsista di livello internazionale), Sergio De Gregorio e Luciana Massenzi (dorsista), Dino Rora (primatista europeo nei 100 dorso), Carmen Longo (ranista) e Daniela Samuele (delfinista).
Sul velivolo persero la vita anche il loro allenatore, Paolo Costoli, e il giornalista RAI Nico Sapio, che avrebbe dovuto documentare la gara.
Gli atleti che rimasero vittima dell’incidente aereo provenivano da svariate città italiane: Bianchi era triestino, Chimisso veneziano, De Gregorio e Massenzi romani, Rora torinese, Samuele genovese e Longo bolognese. E proprio a quest’ultima, appena diciottenne – considerata la miglior ranista del suo tempo –, in ottobre 1966 fu intitolata la c.d. “piscina comunale dello Stadio”, trovandosi a ridosso dello Stadio Renato Dall’Ara di Bologna; la stessa piscina ove Carmen Longo era “di casa”, svolgendovi i suoi serrati allenamenti. La cerimonia vide alora la presenza dell’assessore allo Sport Sergio Montanari che scoperse la lapide commemorativa e rievocò la sua figura.

L’impianto per sport acquatici bolognese fu costruito nel 1927, nel periodo del Fascismo, unitamente allo Stadio Littoriale. In origine scoperto e della grandezza di 50 x 30 metri, ad esso si aggiunse una vasca coperta di 33 × 16 metri, che fu inaugurata il 28 ottobre 1928.
Fu sottoposto a lavori di ristrutturazione dal 2003 al 2016, a seguito dei quali la larghezza della vasca fu ridotta a 25 metri e fu installato un tetto apribile, progettato dal Prof. Ing. Massimo Majowiecki.
Per ricordare la figura di Carmen Longo abbiamo incontrato Monica Crovetti, campionessa di nuoto pinnato nel 1986, a Berlino. Dopo aver ricoperto svariati ruoli nella cooperativa – fra i quali quello di direttrice della piscina Carmen Longo – oggi è Responsabile della Comunicazione di Sogese, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione.
Sogese (Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica) viene fondata a Bologna – ove ha sede in via del Pilastro n. 4 – nel 1974 e fin da subito contribuisce significativamente a diffondere sul territorio il nuoto, il fitness acquatico e le attività riabilitative, mediante la gestione degli impianti per conto dei Comuni interessati.

Nel 2015, grazie al supporto di Coni e Legacoop, la sua forma giuridica viene trasformata in società cooperativa sportiva dilettantistica.
Nel podcast potete ascoltare la nostra intervista a Monica Crovetti.
Buon ascolto!
(immagini gentilmente concesse da Monica Crovetti)
