Campobasso, la scrittrice Maria Rosaria Selo parla del suo libro Fiori di vetro
Maria Rosaria Selo è una scrittrice e sceneggiatrice napoletana, autrice di romanzi e racconti, ma anche di cortometraggi e documentari. Nei suoi libri torna spesso su temi come: memoria, famiglia, lavoro, dolore, marginalità e condizione femminile. Il suo racconto è tra la gente, lo sguardo della scrittrice si sofferma dove umanità, sofferenza e dolcezza si affrontano con coraggio e speranza.
La scrittrice, di origini napoletane, in questo periodo sta presentando il suo ultimo lavoro letterario Fiori di vetro: per l’ occasione ha raggiunto anche il Molise, dove a Campobasso si è svolto l’ incontro con l’ autrice nella sala del Circolo Sannitico, nel centro storico della città.

Maria Rosaria Selo ha esordito con Io sono dolore nel 2013, e in seguito ha pubblicato altri lavori narrativi come La donna immaginaria e La logica del gambero. Per Rizzoli ha pubblicato L’albero di mandarini nel 2021: romanzo che ha vinto il Premio Minerva, è stato candidato al Premio Strega 2022 e finalista al Premio Cremano Donna 2023. Ha poi pubblicato Vincenzina ora lo sa, ambientato nel mondo operaio di Bagnoli, che ha ricevuto il Premio Candelaio 2024. Nel 2025 è tornata al centro dell’attenzione con il romanzo Pucundria incentrato sull’incontro di due donne nel carcere femminile di Pozzuoli e nel 2026 con Fiori di vetro , raccolta di racconti. La sua scrittura è attenta alle vite fragili e alle ferite sociali, con una forte componente emotiva e civile.

“La speranza è quel piccolo bagliore che si intravede nel buio. Maggiore è l’oscurità, meglio si percepisce quella luce. La scrittura è un dono, ed è una fortuna riceverlo, perché è qualcosa che non mi lascia mai da sola. Tutto ciò che mi ferisce durante la vita, finisce tra le pagine e si nasconde in qualche personaggio che rivive il dolore che mi attraversa. Un romanzo deve aderire a un’idea nata spontaneamente, non può essere mai essere studiato a tavolino, perché perderebbe di forza e sarebbe una forzatura. Il lettore se ne accorgerebbe, e io scrivo per lui prima di ogni altra cosa. Ci sono molti luoghi in Italia che amo profondamente, ho inventato luoghi inesistenti, piccoli borghi montani o lacunari, quello di cui sono certa, è che l’Italia ha cuore e bellezza in ogni angolo, è luogo magico, inimitabile. Non vorrei essere nata altrove, se non qui”
Nell’ultimo libro Fiori di vetro, anime inquiete e fragili diventano personaggi del dolore, perché nel dolore prevale la speranza per provare a cambiare quella difficile esistenza. Quattordici racconti divisi in tre atti che si adattano ad un’opera teatrale, tre atti in cui troviamo visioni surreali e realismo dove c’è uno squarcio di luce, quella luce di una vita migliore tra difficoltà e solitudini.
