ANIMA UNA, quando arte e chirurgia si incontrano: Marco Goldin a Treviso racconta la bellezza che cura
TREVISO – Può la bellezza diventare parte del processo di cura? È la domanda che attraversa “ANIMA UNA. Arte e Chirurgia. Raccontare la bellezza che cura”, l’incontro pubblico che domenica 14 giugno alle 17.30 animerà l’Auditorium dell’Istituto Pio X di Treviso, inaugurando il XXV Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica.
Protagonista dell’appuntamento sarà lo storico e critico d’arte Marco Goldin, chiamato a tenere una lectio magistralis dal titolo evocativo: “Van Gogh e il disegno. Segno e sutura come cura”. Un percorso originale che metterà in dialogo il gesto creativo dell’artista e quello del chirurgo, due mondi apparentemente lontani ma accomunati dalla capacità di lasciare un segno e di prendersi cura dell’essere umano.
Ad accompagnare il racconto sarà il pianoforte di Remo Anzovino, collaboratore di lunga data di Goldin. Musica, immagini e parole si intrecceranno in un evento pensato per andare oltre i confini della divulgazione scientifica e artistica, proponendo una riflessione sul valore umano della medicina contemporanea.
L’iniziativa nasce dalla volontà dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia 1 dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal dottor Marco Massani, di riaffermare il ruolo della dimensione emotiva e relazionale nella pratica clinica. «La medicina contemporanea deve continuare a custodire una profonda dimensione umana», sottolinea Massani, evidenziando come la cura della persona passi anche attraverso l’attenzione alla sensibilità, alle emozioni e alla bellezza.
Il tema scelto da Goldin si concentra su uno degli aspetti meno raccontati dell’opera di Vincent van Gogh: il disegno. Come ricordato dagli organizzatori, l’artista olandese dedicò i suoi primi anni esclusivamente a questa pratica, costruendo attraverso il segno la grammatica visiva che avrebbe poi alimentato la sua pittura. Un percorso che, nell’interpretazione proposta dal critico trevigiano, diventa metafora della sutura chirurgica: un gesto preciso, umano e generativo.
L’appuntamento rappresenta anche un simbolico ponte tra scienza e cultura. In un’epoca dominata dall’innovazione tecnologica e dalla medicina ad alta specializzazione, “ANIMA UNA” richiama l’attenzione sull’importanza di non perdere il contatto con ciò che rende la cura un’esperienza profondamente umana. Per questo l’evento è stato aperto alla cittadinanza, con ingresso libero, trasformando l’avvio di un congresso medico internazionale in un’occasione di partecipazione collettiva.
Più che una conferenza, sarà dunque un racconto. Un racconto in cui arte, musica e chirurgia si incontrano per ricordare che dietro ogni gesto tecnico esiste una persona e che, talvolta, anche la bellezza può contribuire a curare.
