Al GAMPS di Scandicci (Firenze) una mostra sui pericoli della plastica come “fossile” del futuro

Il GAMPS (Gruppo AVIS Mineralogia e Paleontologia Scandicci) nasce oltre trent’anni fa dalla passione di un gruppo di appassionati di minerali che, nel tempo, ha saputo realizzare un progetto scientifico e divulgativo di grande rilievo. Il presidente dell’associazione, Simone Casati, si è avvicinato alla paleontologia quasi per caso, dando vita ad una collezione che oggi rappresenta una delle più importanti del Mediterraneo per i fossili marini, risalenti ad un periodo compreso tra 5 e 1,5 milioni di anni fa. Grazie alla sua competenza, professionalità e dedizione, nel corso degli anni è stato costruito un solido percorso scientifico e divulgativo, sviluppato anche in collaborazione con università italiane e internazionali. Il museo conserva reperti straordinari – tra cui balene, squali, delfini, dugonghi e crostacei – capaci di raccontare gli ecosistemi del passato con grande efficacia. Il GAMPS non è soltanto passione, ma anche rigore scientifico, frutto di anni di studio e ricerca, indispensabile per garantire una divulgazione accurata e coinvolgente. Attualmente il museo ospita la mostra PaleoPlastica: I Fossili del Futuro, esposizione innovativa ideata e realizzata da Simone Casati. Il percorso si distingue per la creazione di opere ottenute attraverso il riutilizzo di materiali plastici, capaci di stimolare una profonda riflessione sull’impatto ambientale contemporaneo. Accanto ai reperti fossili sono presentati oggetti in plastica recuperati lungo le coste toscane, alcuni dei quali risalgono agli anni Sessanta. Questi elementi costituiscono una testimonianza tangibile di come la plastica stia progressivamente integrandosi nei futuri strati geologici, assumendo il ruolo di traccia duratura del nostro tempo. L’esposizione, arricchita da ricostruzioni visive realizzate con l’intelligenza artificiale, restituisce il contesto d’uso degli oggetti, contribuendo a sensibilizzare visitatori di tutte le età. Con un approccio scientifico, la mostra affronta il problema dell’inquinamento marino, evidenziando, attraverso dati e studi, la diffusione della plastica in tutti gli strati del mare e il ruolo degli organismi viventi nella sua dispersione. Particolare attenzione è dedicata alle micro e nanoplastiche, oggi rilevate anche nel corpo umano: una presenza sempre più diffusa, i cui effetti sulla salute sono ancora oggetto di approfondimento scientifico. Sostenuta da realtà del territorio come Rotary e Lions, la mostra coniuga ricerca, divulgazione e sensibilizzazione, coinvolgendo attivamente anche le scuole per promuovere una maggiore consapevolezza ambientale tra le nuove generazioni. Grazie al contributo di un gruppo ristretto, ma altamente attivo di collaboratori e circa trenta soci, il GAMPS continua a promuovere la conoscenza del passato per comprendere meglio il presente, lanciando un messaggio chiaro sull’urgenza di tutelare l’ambiente. Fondamentale è anche la collaborazione con il CNR–IFAC, in particolare grazie al lavoro del primo ricercatore Andrea Barucci. Questa sinergia ha permesso di ottenere risultati significativi su due fronti: da un lato lo studio dei fossili mediante tecniche avanzate di imaging a raggi X, come la micro-TAC, che consente analisi estremamente dettagliate anche su reperti microscopici; dall’altro lato, l’applicazione dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati. La mostra è visitabile negli orari di apertura del museo.
