Addio a James Senese, il sax che diede voce all’anima di Napoli

Di Mario Conforto
Funerali domani 30 ottobre a Miano. La salma in arrivo per la camera ardente.
NAPOLI – La città di Napoli si prepara a dare l’ultimo saluto a James Senese: i funerali si terranno mercoledì 30 ottobre alle ore 12 presso la Chiesa della Madonna dell’Arco a Miano, mentre la salma è già in viaggio verso il quartiere, dove verrà allestita una camera ardente per permettere a cittadini e ammiratori di rendere omaggio al grande artista.
Si è spento James Senese, leggenda della musica italiana e simbolo assoluto del Neapolitan Power, all’età di ottant’anni. La morte è avvenuta nella sua città, Napoli, dopo le complicazioni di una polmonite che lo aveva colpito nelle settimane precedenti. Con lui scompare un artista irripetibile, capace di trasformare le inquietudini della propria storia personale in linguaggio universale, fondendo la tradizione partenopea con i ritmi del jazz, del soul e del funk.
Nato a Napoli il 6 gennaio 1945, figlio di una donna napoletana e di un soldato afroamericano della Carolina del Nord, Senese – all’anagrafe Gaetano Senese – trovò nel sassofono la sua voce più profonda. Crebbe nel quartiere di Miano, nella periferia nord della città, ambiente popolare e vivace dove la musica rappresentava riscatto e identità. Poco distante, nel vicino quartiere di Piscinola, nacque Mario Musella, cantante di straordinario talento, anch’egli “figlio della guerra”, con il quale James instaurò un sodalizio umano e artistico destinato a lasciare un segno indelebile.
Con Musella, nel cuore degli anni Sessanta, fondò i primi complessi – Gigi e i suoi Aster e Vito Russo e i 4 Conny – fino ad approdare nel 1966 alla nascita di uno dei gruppi più rivoluzionari della scena musicale italiana: The Showmen. Con loro, il ritmo soul e l’energia partenopea si fusero in una formula esplosiva che portò al successo brani come ‘Un’ora sola ti vorrei’, ‘Mi sei entrata nel cuore’ e ‘Gloria, ricchezza e te’. La voce inconfondibile di Musella e il sax graffiante di Senese crearono un suono nuovo, capace di dialogare con la musica afroamericana mantenendo l’anima di Napoli.
Dopo lo scioglimento della band nel 1970, le strade dei due artisti si separarono. Musella intraprese una breve ma intensa carriera solista, incidendo brani come ‘Come pioveva’ e ‘Io l’amo di più’, fino alla sua morte prematura nel 1979, a soli 34 anni. La sua figura rimase viva nella memoria dei musicisti napoletani: Pino Daniele gli dedicò l’album Nero a metà nel 1980, mentre Enzo Avitabile lo ricordò nel brano ‘Dolce Sweet M’.
James Senese, insieme al batterista Franco Del Prete, nel 1974 fondò i Napoli Centrale, gruppo che segnò la nascita ufficiale del Neapolitan Power, un movimento che univa lingua, identità e sperimentazione musicale. I testi in dialetto e la miscela di jazz e tradizione popolare resero brani come ‘Campagna’, ‘‘O sanghe’ e ‘Ngazzate nire’ veri inni sociali.
Nel corso della sua lunga carriera collaborò con artisti di statura mondiale come Gil Evans, Bob Marley, Ornette Coleman, Lester Bowie e con maestri italiani quali Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Roberto De Simone ed Enzo Avitabile. Nel 1990, all’Apollo Theater di New York, venne salutato dal pubblico come “Brother in soul”, titolo riservato ai grandi del jazz.
Nel 2016 il suo album ‘O sanghe’ vinse la Targa Tenco come miglior disco in dialetto, mentre nel 2018 celebrò i cinquant’anni di carriera con un doppio live registrato al Teatro Tasso di Sorrento. Il suo ultimo lavoro, ‘James is Back’, del 2021, fu una dichiarazione d’amore alla vita e alla musica.
Senese fu anche attore, comparendo in film come No grazie, il caffè mi rende nervoso con Massimo Troisi e Lello Arena, e nel docu-film Passione di John Turturro, in cui raccontava la sua infanzia e la nascita del suo linguaggio musicale.
Il mondo della cultura e delle istituzioni ha espresso unanime cordoglio.
«Con la scomparsa di James Senese Napoli perde uno dei suoi musicisti più grandi», ha scritto Roberto Fico, candidato alla Presidenza della Regione Campania. «Sassofonista straordinario e simbolo del Neapolitan Sound, ha saputo fondere tradizione e modernità, portando nel mondo l’anima più autentica della musica napoletana. Ci mancherai tanto».
Sulla stessa linea, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha ricordato: «Ci ha lasciati James Senese, sassofonista straordinario, musicista e artista apprezzato in tutto il mondo. La nostra comunità piange per la scomparsa di un suo figlio così talentuoso e amato».
Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha voluto rendere omaggio all’artista: «È stato un figlio della Napoli vera, passionale e intrisa di contaminazioni. Il suo sax risuonerà per sempre, nel nome di Pino Daniele».
Infine, Edmondo Cirielli, vice ministro degli Esteri, ha sottolineato: «Con la scomparsa di James Senese, la Campania perde un artista straordinario che ha portato nel mondo l’anima musicale di Napoli».
Con la sua scomparsa, Napoli perde una voce irripetibile, capace di trasformare il dolore in energia e la periferia in poesia. Ma il suo sax continuerà a suonare, tra le pietre e il vento di una città che, come lui, non ha mai smesso di cercare la propria libertà.
