Martedì 24 marzo alle ore 10, a Napoli, Casa G.L.O., villa un tempo appartenuta al boss del narcotraffico Michele Zaza e oggi simbolo di riscatto, ospiterà la presentazione dello studio “Esperienze e nuove sfide. Per riflettere sul riutilizzo sociale del bene confiscato e condividere buone pratiche”. Il lavoro, redatto da Gianluca Bove e Nicoletta Gasparini con la collaborazione dell’ingegnere Maurizio Chiappetta, racconta il percorso avviato nel 2010 dalla cooperativa L’Orsa Maggiore, che ha trasformato il bene confiscato in un servizio diurno dedicato a persone vulnerabili con difficoltà di autonomia. All’incontro, moderato dalla giornalista Serena Bernardo, prenderanno parte rappresentanti istituzionali, professionisti ed esponenti del mondo sociale, tra cui l’assessore Chiara Marciani e l’assessore Antonio De Iesu.
Lo studio restituisce un quadro articolato delle attività svolte e dei risultati raggiunti negli ultimi anni, evidenziando come questi spazi siano diventati luoghi di crescita, dignità e opportunità condivise. Dal settembre 2021 al dicembre 2024 sono stati effettuati 103 colloqui, di cui 27 hanno portato a un inserimento effettivo, mentre le principali difficoltà restano legate a ostacoli logistici e alla complessità dei casi più gravi. Per i partecipanti inseriti, invece, emergono progressi significativi nelle relazioni, nelle competenze personali e nella consapevolezza di sé. Attualmente il centro accoglie 46 giovani, con una prevalenza maschile, dato che apre anche a riflessioni sociali sulle diverse modalità di gestione familiare delle fragilità.
L’analisi approfondisce anche il contesto familiare e territoriale: il 93% degli utenti proviene da Napoli, in particolare dalle aree flegree e dalle municipalità limitrofe, mentre negli anni si è registrato un progressivo aumento dell’età media, con richieste che arrivano anche da persone adulte e ultraquarantenni. Il monitoraggio, basato anche sul coinvolgimento diretto delle famiglie, ha evidenziato miglioramenti nelle aree cognitive, affettivo-relazionali, pratiche e dell’autonomia quotidiana, confermando l’efficacia del modello educativo adottato.
Casa G.L.O. si conferma così una “casa sociale” capace di attivare percorsi virtuosi di inclusione e autonomia, trasformando un simbolo di illegalità in un presidio concreto di cittadinanza attiva, solidarietà e sviluppo sociale, con l’obiettivo di rendere questo modello sempre più sostenibile e replicabile nel tempo.
