Teatro ellenistico-romano di Halaesa, uno dei ritrovamenti archeologici più rilevanti degli ultimi anni in Sicilia

Una denuncia dura, un appello accorato e un clima di forte preoccupazione. È quanto emerge dalla lettera protocollata n. 18804 del 19 novembre 2025, con cui il sindaco di Tusa, Angelo Tudisca, ha portato all’attenzione delle più alte cariche dello Stato la brusca interruzione dei lavori sul Teatro ellenistico-romano di Halaesa, uno dei ritrovamenti archeologici più rilevanti degli ultimi anni in Sicilia.
La decisione della Soprintendenza di Messina di revocare la convenzione con l’Università di Amiens e di allontanare la professoressa Michela Costanzi, direttrice della Missione Archeologica, viene definita dal primo cittadino “incomprensibile e inqualificabile”. Un atto che, secondo Tudisca, rischia di infliggere “un colpo mortale alla cultura e al riscatto delle aree interne”.
Il teatro di Halaesa, riportato alla luce grazie a un lungo e complesso percorso di ricerca, rappresenta uno dei siti archeologici più significativi emersi recentemente nell’isola. È stata proprio la Missione Archeologica guidata dalla prof.ssa Costanzi a certificare ufficialmente la scoperta, rivelando un’imponente struttura teatrale ellenistico-romana considerata dagli studiosi tra le più grandi e scenografiche della Sicilia.
Il lavoro congiunto tra il Comune di Tusa e l’Università di Amiens — collaborazioni internazionali, investimenti comunali e scavi scientifici prolungati — aveva alimentato speranze di una valorizzazione stabile e di respiro internazionale del sito.
L’improvvisa interruzione dei lavori ha colto di sorpresa l’amministrazione e l’intera comunità di Tusa, che in questi anni aveva seguito con entusiasmo l’evoluzione dello scavo, percependolo come un motore non solo culturale, ma anche economico per l’area dei Nebrodi.
“Non possiamo permettere che la ‘mala burocrazia’ prevalga sulla lungimiranza e sull’impegno scientifico che hanno reso possibile riportare alla luce uno dei patrimoni più preziosi del nostro territorio”, afferma Tudisca, sottolineando il rischio di vanificare “anni di sacrifici, investimenti e lavoro sinergico”.
Il sindaco teme che la revoca della convenzione con Amiens possa interrompere un processo virtuoso che stava restituendo nuova identità e prospettiva a un sito storico rimasto per secoli nell’oblio.

La lettera del primo cittadino è stata inviata al Presidente della Repubblica, al Ministro della Cultura, al Presidente della Regione Siciliana, al Prefetto di Messina e alla deputazione regionale. Tudisca chiede un intervento immediato per chiarire le ragioni della scelta della Soprintendenza e per ristabilire le condizioni necessarie alla prosecuzione degli scavi.
In attesa di risposte, Tudisca annuncia che il Comune è pronto a difendere il progetto “in tutte le sedi opportune”, convinto che il Teatro di Halaesa debba restare un polo centrale di ricerca scientifica e valorizzazione culturale internazionale.
Nel frattempo, tra i cittadini cresce l’apprensione: il timore è che lo stop possa tradursi in un lungo silenzio, con il rischio di perdere un’occasione storica per il territorio.
Il futuro del Teatro di Halaesa, e con esso di un vasto patrimonio ancora da esplorare, resta appeso alle decisioni che le istituzioni vorranno prendere nelle prossime settimane.
