Treviso in Rosa 2026: una città in festa travolta dall’onda rosa

Gloria, Valentina, Roberta, Maria Cristina… sono solo alcuni dei nomi delle migliaia di donne che questa mattina hanno colorato Treviso di rosa per la nuova edizione della Treviso in Rosa, una manifestazione ormai simbolo della città.

Anche digitradio.it, con il pettorale numero 11890, ha preso parte alla Treviso in Rosa 2026 per raccontare e testimoniare direttamente ai propri lettori e ascoltatori l’importanza della prevenzione, in una giornata che ha trasformato Treviso in una grande onda rosa.
Un’edizione che si è rivelata a dir poco indimenticabile, capace di confermare il successo di un evento che, in 12 edizioni, ha superato complessivamente le 100.000 iscritte. Quest’anno le partecipanti hanno superato le 11.000 presenze, confermando la crescita costante della manifestazione e il forte richiamo anche all’ultimo momento.
Le partecipanti sono arrivate da 15 regioni italiane e 42 province, con la presenza simbolica di 32 Paesi stranieri rappresentati. Un evento internazionale e inclusivo, che ha coinvolto donne di tutte le età: dalle giovanissime fino alle partecipanti più anziane. Tra queste spicca la più anziana iscritta, nata nel 1927, una delle cinque ultranovantenni presenti alla manifestazione.

Il percorso, interamente nel centro storico, si è sviluppato su due distanze di 4 e 7 chilometri, trasformando la città in una vera “onda rosa” che ha attraversato luoghi simbolici come la Pescheria, Piazza dei Signori, Piazza Duomo, Piazza San Vito e le mura cittadine.
La partenza è avvenuta alle 9.30 da viale Bartolomeo d’Alviano, ai piedi delle mura cittadine, con arrivo al Bastione San Marco, dove il villaggio finale ha ospitato musica, intrattenimento e ristori. La festa è proseguita con i deejay di Radio Company, le attività di Zumba Fitness, la musica di una street band itinerante e la presenza di artisti e performer lungo il percorso.
Organizzata da Trevisatletica e Corritreviso con il patrocinio della LILT, la manifestazione ha confermato il suo forte valore sociale, con un messaggio chiaro e condiviso: la parola d’ordine resta prevenzione.
