Treviso celebra gli 800 anni di San Francesco: un anno di concerti, incontri e mostre

Treviso si prepara a vivere un lungo e articolato percorso culturale e spirituale in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi, avvenuta nel 1226. Da gennaio a ottobre la città sarà attraversata da concerti, incontri, mostre, cammini e momenti di riflessione che metteranno al centro non solo la figura del Santo, ma soprattutto l’attualità del suo messaggio, capace ancora oggi di parlare di pace, fraternità, rispetto del creato ed economia più giusta.
Il cuore simbolico delle celebrazioni sarà il 4 ottobre, festa di San Francesco e Patrono d’Italia, una data che dal 2026 è tornata ufficialmente a essere festa nazionale. Un riconoscimento che riafferma la centralità di una figura che, a distanza di otto secoli, continua a ispirare credenti e non credenti.
Il programma è stato ideato da un Comitato coordinato dal rettore del convento francescano di Treviso, fra’ Oliviero Svanera, insieme a studiosi, istituzioni, associazioni, fedeli e volontari. «Assisi è la città francescana per eccellenza – sottolinea padre Svanera – ma anche Treviso ha un posto importante nella geografia francescana, grazie a una presenza antica e ininterrotta dei frati. Con questi eventi vogliamo proporre alla città l’attualità del messaggio di San Francesco, che tocca temi profondamente contemporanei: ambiente, sostenibilità, lavoro, economia, pace».
Le celebrazioni prenderanno il via il 10 gennaio con un evento di grande rilievo musicale: la prima assoluta dell’opera SoleLuna, composta dal maestro Paolo Gasparin ed eseguita dall’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e dal coro Alumni Cantores. Un concerto che rende omaggio a uno dei testi più celebri e amati di Francesco, il Cantico di Frate Sole, considerato uno dei primi esempi di poesia in volgare italiano.
Nel corso dell’anno il programma si svilupperà in un crescendo. A marzo quattro serate dedicate alla spiritualità dialogheranno con la grande arte, la letteratura e la pittura. Ad aprile saranno protagoniste anche le scuole, con la premiazione del concorso Cantico delle Creature, rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria di secondo grado, a conferma di una volontà educativa che guarda alle nuove generazioni.
Sempre ad aprile spazio a Dante, con un incontro dedicato al Canto XI del Paradiso, quello in cui il poeta celebra la figura di San Francesco come esempio luminoso di santità e rinnovamento spirituale. Il calendario proseguirà poi con cammini, trekking urbani, mostre e appuntamenti di approfondimento storico e culturale.
Particolarmente significativo anche il concerto dedicato a sant’Antonio da Padova, il “vescovo” come lo chiamava Francesco, con la partecipazione della Scuola Cantorum Santa Bona e della Corale Luigi Pavan.
Tra settembre e ottobre si entrerà nel cuore delle celebrazioni, con iniziative destinate a lasciare un segno duraturo. Sarà presentata la prima guida storico-artistica della chiesa di San Francesco, che ricostruisce la storia del complesso conventuale, ne analizza l’architettura e le opere giunte fino a noi. Accanto alla pubblicazione, è previsto anche un importante restauro conservativo: l’ingresso laterale della chiesa con la lunetta raffigurante San Francesco che riceve le stimmate e la crociera interna con i suoi affreschi saranno restituiti alla città.
Grande attenzione anche ai temi sociali ed economici, con una mostra e un convegno dedicati al consumismo e al senso dell’economia, riletti alla luce del pensiero francescano. In un tempo segnato da crisi e disuguaglianze, interrogarsi sul valore del lavoro, della povertà e della dignità umana diventa un gesto profondamente civile oltre che spirituale.

Il 4 ottobre rappresenterà l’apice delle celebrazioni: alle solenni funzioni religiose si affiancherà il grande concerto Cantica per San Francesco, su testo di Davide Rondoni e musica del maestro Roberto Fabbriciani, commissionato appositamente per il centenario dai Frati Minori Conventuali di Treviso. L’opera, eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Veneto e dal coro Kairos Vox, immagina un dialogo tra l’uomo contemporaneo e San Francesco, offrendo una riflessione sul senso del sacro nella vita di oggi.
Il sindaco di Treviso, Mario Conte, sottolinea il valore cittadino dell’iniziativa: «Il legame tra Treviso e San Francesco è fortissimo. Celebrare questo anniversario significa ricordare che il messaggio francescano continua a indicarci la via della fraternità, della pace, della semplicità e della cura verso gli altri e verso l’ambiente».
Un legame che affonda le sue radici nel Medioevo. I primi frati francescani arrivarono a Treviso negli anni Venti del Duecento e già nel 1231 il Comune sostenne la costruzione di chiesa e convento, riconoscendo ai frati un ruolo di pacificazione e predicazione. Nei secoli la chiesa di San Francesco divenne luogo di sepoltura di importanti famiglie trevigiane, tra cui i Da Camino, e si arricchì di opere d’arte e affreschi.
Dopo la soppressione napoleonica del 1806 e un lungo periodo di abbandono e devastazione, la chiesa fu restituita alla città e riconsacrata il 4 ottobre 1928, tornando a essere uno dei luoghi simbolo della storia religiosa e culturale di Treviso.
Otto secoli dopo la morte di San Francesco, Treviso sceglie dunque di celebrarne la memoria non come un semplice anniversario, ma come un’occasione viva di dialogo tra passato, presente e futuro.
